Jo's Hollywood, Jo Champa svela l'Academy aspettando gli Oscar 2016

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Jo Champa

Aspettando la lunga notte delle statuette, arriva Jo Champa col docu-film a puntate Jo's Hollywood: lo vedremo dal 20 al 27 febbraio ogni sera alle 21 su Sky Cinema Oscar HD. E poi nella notte tra il 28 e il 29 febbraio la diretta esclusiva della Notte degli Oscar. Abbiamo incontrato e intervistato Jo Champa

di Fabrizio Basso

L'Oscar® non è una serata ma una lunga attesa. Tutto è finalizzato alla consegna delle statuette, ma dietro ci sono mesi, anni di lavoro. L'Academy è molto di più di quel gruppo di persone che decide chi premiare. In attesa di vedere chi quest'anno tornerà a casa trionfante con la statuetta in mano e chi deluso, col pungo stretto ma vuoto, c'è una marcia di avvicinamento a quella lunga notte affidato a Jo Champa. Si tratta di un docu-reality esclusivo alla scoperta dei segreti di Hollywood nella marcia di avvicinamento gli Oscar, un percorso fatto di interviste esclusive con star, produttori e addetti ai lavori. Jo's Hollywood lo vedremo dal 20 al 27 febbraio ogni sera alle 21 su Sky Cinema Oscar HD. E poi nella notte tra il 28 e il 29 febbraio la diretta esclusiva della Notte degli Oscar. Abbiamo incontrato Jo Champa a Milano, in occasione di una sua visita a Sky.

Signora Champa che suggestione danno gli Oscar?

Una volta mi faceva paura andarci, la preparazione era motivo di ansia.
Poi?
Alla terza partecipazioni ti guardi allo specchio e ti dici: divertiamoci.
Che ha fatto?
Ho coinvolto a casa mia le amiche per prepararci, tra qualche massaggio e il chiropratico, un cappuccino, un caffè, un calice di champagne, un trancio di pizza...
Pizza? Ma sono tutti carboidrati!
Lo dicono anche le mie amiche. Anzi dicono: niente pizza se no non entriamo nel vestito.
Cedono?
Almeno una fetta se la mangiano, ce la mangiamo: sappiamo che non si mangia fino a tardi.
E' una serata divertente?
Molto, ma bisogna anche ricordarsi che per la gente dell’industria è un lavoro. Io, che ne ho frequentato almeno una quindicina, mai mi sono scordata che è un lavoro anche se Hollywood è glamour e può portare fuori strada.
Entrare in quel tempio del cinema che effetto fa?
Le racconto un episodio. Anni fa con la mia amica Ann Gianopulos, moglie del Ceo di Fox, entrate nel salone e ci siamo prese un minuto per guardarci intorno e memorizzare il momento attraverso i particolari.
Oggi si cammina a testa bassa, si è persa la curiosità.
Quando, pochi giorni fa, con mio figlio sono arrivata in Stazione Centrale a Milano lui è rimasto stupito per la maestosità della stazione. Io gli ho detto di osservarla con attenzione, che deve saperla disegnare per dimostrare che ne ha colto l'essenza.
Ci parli di Jo's Hollywood.
Racconto la storia di Hollywood e dell’Academy senza nessuna presunzione. Quella che presento è la mia Hollywood, racconto quelli che muovono le ruote della macchina.
Certo che l'Academy è un po' misteriosa, poteva essere al centro di un romanzo di Dan Brown.
Nel tempo ho capito tante cose di loro. Noi pensiamo agli Oscar, mentre l’Academy è un mondo che gira tutti i giorni dell'anno e che io ho cercato di raccontare. E’ quasi una lezione ma senza presunzione né saccenza. E' la mia Hollywood, quella che ho vissuto. E frequentandola mi è stato facile spiegarla e farla spiegare dai protagonisti.
C'è attesa per Leonardo DiCaprio: sarà l'anno buono?
Personalmente direi di sì, ha sofferto abbastanza, l’Academy lo ha fatto patire assai, ora è cresciuto e maturato sia come essere umano e come attore. Io ho sponsorizzato la sua Charity. E' umanamente carino, con The Revenant ha fatto centro.
In Italia c'è attesa per l'Oscar a Ennio Morricone per le musiche di The Hateful Eight di Quentin Tarantino.
Sarebbe l'ora anche per lui. Ho avuto occasione di incontrarlo tempo fa a Catanzaro: lui e sua moglie due persone squisite.
La scritta Hollywood sul Monte Lee ha ancora fascino dopo tanti anni?
Bisogna ringraziare gli anni 10, 20, 30 e 40 del Novecento per il fascino che c’è oggi, è grazie a quei decenni che è nata la leggenda.
Jo's Hollywood è l'inizio di una collaborazione con Sky Italia?
Lo spero, ne sarei felice.
Quanto emoziona passeggiare tra le stelle della Hollywood Walk of Fame?
Girarlo per Sky è stato bello, si poteva realizzare solo una cosa molto bella. Io quando sono arrivata lì non avevo il permesso per le riprese ma nel giro ci si conosce. Ha presente i sei gradi di separazione?
Certo.
Lì per me sono due gradi di separazione. E la mia reputazione è molto buona. Los Angeles alla fine è un piccolo paese, ci si conosce tutti, basta una telefonata per risolvere ogni questione.
Conduce Chris Rock gli Oscar 2016.
Is great…spero che non ci si faccia polemica, chiunque sale su quel palco finisce al centro di polemiche.
Come evitarlo?
Semplice: ricordiamoci che non sono premi politici e dunque non deve esserci polemica. E' intrattenimento.