Lo chiamavano Jeeg Robot, Santamaria da delinquente a supereroe

Claudio Santamaria

In occasione dell’uscita del film Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, distrubuito da Lucky Red (25 febbraio) Sky Cinema Cult manderà in onda  alcuni minuti in anteprima della pellicola. Appuntamento a mercoledì 24 febbraio alle 20.50. E alle 21.00 e alle 21.20 sempre su Sky Cinema Cult andranno in onda i corti Basette e Tiger Boy, sempre di Gabriele Mainetti

“Un piccolo gioiello nato dalla generazione che in tv vedeva Bim Bum Bam” . Così il regista Gabriele Mainetti ha voluto presentare 'Lo chiamavano Jeeg Robot', in sala con Lucky Red dal 25 febbraio. Un film (qualche minuto in anteprima potremmo vederlo mercoledì 24 febbraio su Sky Cinema Cult alle 20.50)miracolosamente autoprodotto, un po' splatter e sicuramente nel segno del fumetto di quei supereroi a cui tutto è concesso. Intelligenza, ironia e sentimento per raccontare la storia di Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria), pregiudicato di borgata (Tor Bella Monaca) che, entrato in contatto con una sostanza radioattiva, diventa un supereroe, soprattutto per la fragile e psicolabile Alessia (Ilenia Pastorelli), maniaca di Jeeg Robot. Contro di lui uno spietato Zingaro (Luca Marinelli), capobanda folle desideroso di sangue, che solo alla fine troverà il modo per avere gli stessi poteri di Enzo. Anche per quest'ultimo una rigenerazione finale grazie al sentimento che prova per Alessia.

Dice ancora il regista: Abbiamo voluto insieme agli sceneggiatori Nicola Guaglianone e Menotti “un Jeeg Robot, un supereroe con un costume cucito a mano, fatto a casa nostra, mille miglia lontano da quelli americani''.  ''Perché' il film venga visto deve parlare di noi – continua Mainetti che con il suo corto Tiger Boy, oltre a tanti premi, ha trovato posto nelle short list per la nomination agli Oscar nel 2012 -. Deve essere sensibile al problema contemporaneo e con effetti speciali che non si devono vedere''.

''Questo film è tutto basato sui personaggi insiste il regista, alla sua opera prima che ha anche coraggiosamente prodotto -. Enzo è un delinquente ai margini della periferia, un personaggio cupo. Alessia invece è piena di colori, un arcobaleno che entra nella vita buia di Enzo. Zingaro, infine, si capisce che viene da un ambiente spinoso. Lui è veramente pazzo e si capisce''.
 

Il regista Gabriele Mainetti riesce, ancora una volta, ad esprimere nella storia di Enzo Ceccotti, alias Jeeg Robot una tale profondità di lettura, da rendere questo personaggio bizzarro ma realistico proprio perchè al suo interno convivono retaggi di una cultura pop ben radicata in ognuno di noi. Un tipo di lettura che si ritrova anche nei due cortometraggi realizzati dal regista (e scritti sempre da Guaglianone) che Sky Cinema Cult trasmetterà mercoledì 24 febbraio subito dopo l'anteprima di Lo chiamavano Jeeg Robot. Si tratta di Basette e Tiger Boy: il primo racconta la storia di Antonio, un ladro che, ferito durante il colpo “della svolta”, immagina lui e i suoi amici all’interno della saga di Lupin III: un modo per andarsene con un sorriso. Il secondo, ispirato a L’Uomo Tigre, racconta di un bambino di nove anni che a casa e a scuola indossa la maschera del suo idolo, il wrestler Il Tigre, senza mai togliersela (comportamento che vuole essere anche una richiesta d’aiuto).

 

 

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