Il caso Spotlight, quando l'inchiesta è da Oscar

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Michael Keaton e Mark Ruffalo ne Il caso Spotlight

Gli Academy Awards 2016 hanno premiato Il caso Spotlight, film che racconta l’indagine di un gruppo di reporter sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa Cattolica. L’ennesima dimostrazione che quando il cinema racconta il giornalismo d’inchiesta ottiene grandi risultati

La Notte degli Oscar 2016 è andata in scena e l’Academy ha emanato il suo verdetto. Tra Leonardo DiCaprio, Ennio Morricone e i sei Oscar a Mad Max: Fury Road, i vincitori sono tanti. Ma ad aggiudicarsi la statuetta più ambita è Il caso Spotlight, premiato con l’Oscar per il Miglior film.

 

Presentato fuori concorso allo scorso Festival di Venezia, Il caso Spotlight ha fatto subito parlare di sé. Il film scritto (con Josh Singer) e diretto da Tom McCarthy tratta infatti un argomento a dir poco scottante, raccontando la storia dell’equipe di reporter del Boston Globe che ha gettato luce sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa Cattolica.

 

Il team di cronisti del Globe (interpretati tra gli altri da Mark Ruffalo, Michael Keaton e Rachel McAdams) grazie all’inchiesta sull’arcivescovo Bernard Francis Law, reo di avere coperto una serie di abusi ai danni di minori avvenuti nella sua diocesi, contribuì a dare il via a una serie di indagini su casi simili.

 

La volontà dell’Academy di premiare un film impegnato come Il caso Spotlight è emblematico di quanto il cinema possa ottenere ottimi risultati quando decide di raccontare il giornalismo d’inchiesta e di tenere vivo il ricordo di quei cronisti che con il loro coraggio e la loro determinazione sono riusciti a cambiare la società.

 

Quando si parla di giornalismo d’inchiesta al cinema, è impossibile non partire da Tutti gli uomini del Presidente: il film del 1976 di Alan J. Pakula - premiato con quattro Oscar – è l’emblema di come il grande schermo possa raccontare la stringente attualità. I protagonisti sono infatti Bernstein e Woodward, i due giornalisti che con il loro lavoro diedero il via allo scandalo Watergate che nel 1974 avrebbe portato alle dimissioni del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. A interpretarli una coppia di fuoriclasse come Dustin Hoffman e Robert Redford.

 

Hollywood tornerà molte altre volte a trattare il tema del giornalismo d’inchiesta, da Insider – Dietro la verità di Michael Mann, storia dell’uomo che sfidò la lobby del tabacco e dello show tv che gli diede la parola, a Good Night, and Good Luck, film di George Clooney sul giornalista Edward R. Murrow, che negli anni ’50, in piena epoca maccartista, si oppose alle violazioni dei diritti civili perpetrate dal senatore McCarthy per combattere il “pericolo comunista”.

 

Risultati altrettanto fruttuosi si incontrano quando il cinema stesso “si sostituisce” ai giornalisti e compie in prima persona indagini su casi scottanti. Maestro del genere è stato il regista italiano Francesco Rosi, che con pellicole come Salvatore Giuliano e Il caso Mattei diede vita al cosiddetto cinema d’inchiesta.

 

Insomma, quando cinema e impegno politico-civile si incontrano, la cosa passa raramente in silenzio, come testimoniano i pochi esempi riportati qui sopra e come dimostra la ricchezza dei sopracitati filoni cinematografici. Non stupisce quindi l’Oscar a Il caso Spotlight, che con stile asciutto e lucidità di sguardo racconta una storia che non può essere dimenticata.