In fondo al bosco si annidano le ansie di mamma Camilla

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Camilla Filippi in "In fondo al bosco"

In fondo al bosco arriva su Sky Cinema 1 domenica 13 marzo alle ore 21.10. E' disponibile anche su Sky Online e Sky on Demand. La regia è di Stefano Lodovichi. Nell'attesa abbiamo intervistato Camilla Filippi

di Fabrizio Basso

Quello di mamma è uno dei ruoli più difficili. Al cinema e in televisione. Soprattutto se sei mamma anche nella vita reale. Ecco perché è stato impegnativo per Camilla Filippi è stato impegnativo interpretare Linda Weiss in In fondo al bosco, la prima produzione originale di Sky Cinema. Ambientato in Val di Fassa, racconta di un bambino che sparisce durante la storica festa dei Krampus. Dopo cinque anni viene ritrovato, lo attesta il DNA: i genitori Manuel (Filippo Nigro) e Linda (Camilla Filippi) sono pronti a riabbracciarlo ma si trovano davanti un figlio che non riconoscono, che ha strani comportamenti. E il paese mormora...L'appuntamento è su Sky Cinema 1 domenica 13 marzo alle ore 21.10. Disponibile anche su Sky Online e Sky on Demand. La regia è di Stefano Lodovichi. Abbiamo intervistato Camilla Filippi.

Come è andata nei panni di Linda Weiss?
Non è stato facile entrare in ruolo così, provavo molta pena nei confronti del mio personaggio.
Perché?
Sono mamma e immedesimandomi in lei credo che mi sarei ammazzata. Essere madre è dura, riesci a immaginare un dolore in maniera violenta.
Ha avuto perplessità quando le hanno proposto il ruolo?
No, ho accettato subito, era una grande possibilità lavorare sulla rimozione. E poi ho svolto un lavoro fisico semplice: nessun trucco, neanche il fondo. Per me trucco e parrucco quanto i maschi.
Sembra di sentire ancora ansia mentre parla di In fondo al bosco.
E' il film più difficile che abbia fatto, certe notti abbiamo girato a meno undici gradi. Eravamo tutti fradici. A volte il freddo era così forte che traballava la mandibola, si faticava a parlare. Inoltre lo abbiamo lavorato in quattro settimane, un tempo davvero minimo.
A un certo punto c'è un colpo di scena: non lo riveliamo, ma come lo presentiamo?
Ogni persona è fatta di male e di bene, niente è come sembra.
In filigrana ci sono riferimenti a molti fatti di cronaca nera degli ultimi anni.
Racconta molto come è cambiata la società, certe cose accadono molto più spesso negli ultimi dieci, quindici anni, da quando è cambiata la famiglia.
Come è mutata?
Una volta si viveva più in comunità, le famiglie erano più unite. Oggi si è più soli ed è molto più difficile sopravvivere senza una rete di amicizie
Lei che mamma è?
Severa ma anche leggera, li amo e li sosterrò qualunque idea avranno. Sono una mamma giovane.
Crede nella famiglia?
Certo e nel senso più profondo del termine. Sono conscia che i genitori sbagliano qualunque atteggiamento tengano: saremo sempre troppo permissivi o troppo severi.
In effetti...
Io cerco solo di essere una buona padre.
Che succede nel suo futuro?
Farò un film a breve. Per me sempre ruoli di confine. Stavolta sarò una comica compulsiva alcolista rinchiusa in clinica.
Ha anche una attività di visual artist.
Stiamo discutendo sull'allestimento a Roma di una mostra delle mie foto. Fatto per Gucci la campagna mondiale.
E' stata cercata da Gucci...
Qualche mese fa sono stata chiamata da Gucci insieme ad altri trenta artisti internazionali per fare la campagna web #GucciGram, eravamo due italiani, mentre gli altri arrivavano da tutte le parti del mondo e ognuno doveva produrre un proprio scatto, coerente con la sua arte, senza snaturarla.
Cosa ha fatto?
Io ho reinterpretato un oggetto proponendo un quadro di Magritte dentro le mie colazioni ed è stata una bella soddisfazione.
Al cinema che ruolo desidera?
Qualsiasi eroina femminile.
Una Giovanna d’Arco?
Magari! Nel cinema italiano siamo ancora  abituati alla donna madre e figlia.
Perché non si gioca la carta estero?
O ci vai a 18 anni oppur devi fare film e farti conoscere. Oggi in Italia ci sono molti registi bravi, manca un po’ la fiducia: se i distributori avessero un po’ più di fiducia in noi giovani moltiplicheremo forza e fantasia. Il coraggio viene premiato.
Gli Oscar hanno premiato Ennio Morricone.
Meritatissimo. Mi auguro che continuino a premiare i grandi ma che anche non perdano di vista i più giovani, per tornare al concetto di coraggio.