Quanto influisce una nomination sugli incassi? Meno di quanto si pensi

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Quando un film riceve una candidatura all'Oscar i produttori si fregano le mani. Ma qual l'impatto sugli incassi di questo riconoscimento? Secondo una recente visualizzazione, per la maggior parte delle pellicole nominate, quasi nullo...

 

Le nomination agli Oscar sono un evento molto atteso da produttori e registi. Non solo indica quali film hanno la possibilità di vincere l'ambita statuetta per la migliore pellicola dell'anno ma possono garantire un supplemento di incassi. Tanto che in alcuni casi, dopo la candidatura, un film già uscito da tempo può tornare nelle sale per incrementare le entrate al botteghino. O almeno così si pensa. Un'indagine un po' più attenta rivela infatti che l'effetto di una nomination sulle finanze di una produzione è nella maggior parte dei casi quasi nullo. Certo, ci sono eccezioni ma la regola pare negativa: i film tendono a guadagnare soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita in sala e le decisioni dell'Academy di norma influiscono minimamente su questo andamento. 

 

Quale impatto? - A dimostrarlo è un'elegante visualizzazione interattiva realizzata dalla web designer Krisztina Szucs intitolata, appunto, “Impact of th Oscars Nominations”. Analizzando la performance al botteghino di tutti i film nominati dal 1982 al 2015 ci restituisce un quadro più completo della questione e un verdetto: il successo economico di un lungometraggio è per lo più indipendente dalle decisioni dell'Academy. Per la maggioranza dei titoli presi in considerazione lo studio rivela infatti che la nomination ha avuto “quasi nessun impatto”. Per un numero consistente di produzioni l'influsso è stato “modesto”, mentre pochi sono quelli in cui l'effetto è stato “grande”.

 

La regola dell'Oscar - Il grosso dei film ha incassato tra il 70 % e il 90 % dei soldi prima del pronunciamento della giuria sulle candidature. Quiz Show (1994), per esempio, ha raccolto l'88 % degli incassi prima della nomination. Stessa cosa per Goodfellas (1990) che ha raggranellato l'87,6 % prima di ricevere la buona notizia. Più vicino a noi, The Wolf of Wall Street (2013) si è fermato al 69 % e Avatar (2009) al 79,8 %. Insomma, la regola è quella ma non vuol dire che non ci siano eccezioni. Alcune particolarmente gradite a noi italiani. Per esempio, La Vita è bella di Roberto Benigni (1999), ha messo insieme il 67 % dei suoi incassi dopo essere stato nominato. Le Relazioni Pericolose (1988) l'80 % e Selma (2014) quasi il 70, stessa cosa per Platoon di Oliver Stone (1988). Clamorosa poi l'eccezione di American Sniper di Clint Eastwood che nel 2014 ha incassato il 98 % dei soldi dopo l'imprimatur dell'Academy. 

 

Il trucco di Clint - A guardar bene sembra che ci sia una sorta di ricetta per poter beneficiare del viatico della candidatura. Funziona di più se la data di uscita non precede di troppo l'annuncio. La maggior parte dei film che possono dire di avere avuto un vantaggio economico dalla candidatura sono arrivati in sala meno di 30 giorni prima del pronunciamento della giuria. Un trucco che Clint Eastwood sembra conoscere bene visto che tra i lungometraggi che possono fregiarsi di un effetto notevole ce ne sono ben tre suoi. Oltre ad American Sniper, Million Dollar Baby e Lettere da Iwo Jiima: tutti usciti poco prima del pronunciamento dell'Academy. Sarà un caso?