Suite francese, l’amore impossibile ai tempi dell'olocausto

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Michelle Williams e Matthias Schoenaerts sono i protagonisti di una storia d’amore impossibile nel film Suite francese del  regista e sceneggiatore britannico Saul Dibb. Appuntamento, in prima tv, su Sky Cinema 1, mercoledì 23 marzo alle 21.10

C’è una vicenda reale, tragica e incredibile, dietro il film Suite francese  di Saul Dibb, storia dell'amore tra una giovane francese e un ufficiale tedesco in piena seconda guerra mondiale, interpretata da Michele Williams, Kristin Scott Thomas e Matthias Schoenaerts, in onda, in prima tv, mercoledì 23 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1. Il film, infatti, è tratto dall'omonimo libro, pubblicato nel 2004 e diventato un caso letterario, che racchiude le due novelle ritrovate dopo 60 anni da Denise Epstein, figlia di Irene Nemirovsky, autrice d'origine ebraica, ucraina di nascita e francese d'azione, morta 39enne ad Auschwitz nel 1942.
 

A causare la deportazione della scrittrice, già nota in Francia negli anni '30, era stata la denuncia di un anonimo, nel paesino, Issy-l'veque, dove la Nemirovsky si era rifugiata con la famiglia. Denise Epstein, 12enne al momento dell'arresto della madre (seguito dopo poco anche da quello del padre, Michel, anche lui morto ad Auschwitz) fino a fine anni '90 aveva custodito  i diari della madre, chiusi in una piccola valigia di pelle, senza leggerli. Solo dopo aver scoperto invece in quei quaderni le prime due novelle (Tempesta in giugno, sull'esodo dei civili da Parigi dopo l'arrivo dei nazisti nel giugno 1940, e Dolce, ambientato in una piccola città alle porte di Parigi, chiamata Bussy), per un romanzo sugli anni della guerra che sarebbe dovuto essere in cinque parti, Denise ha deciso di farle pubblicare, nel volume Suite francese. Il romanzo è diventato uno dei bestseller di maggior successo in Francia degli ultimi dieci anni, tradotto anche in diverse lingue (in Italia è uscito nel 2005 con Adelphi e da poco con Newton Compton), che ha portato a riscoprire anche i libri precedenti della Nemirovsky.
 

Saul Dibb, ha potuto avere per la sceneggiatura anche l'input di Denise Epstein, morta nel 2013, poco prima dell'inizio della produzione del film. La figlia della scrittrice aveva detto che per lei era ''una sensazione straordinaria quella di aver riportato in vita mia madre. Dimostra che i nazisti non sono veramente riusciti ad ucciderla. Non è vendetta la mia, ma è una vittoria".
 

Saul Dibb, regista e sceneggiatore britannico noto per aver diretto Keira Knightley in La duchessa,  ha unito nell'adattamento cinematografico elementi delle due novelle e di altre note per i capitoli successivi lasciate dall'autrice. Al centro della storia ambientata poco dopo l'occupazione nazista in Francia, c’è Lucile Angellier (Michelle Williams), giovane sposa di un prigioniero di guerra, che vive con l'intransigente e fiera madre del marito (Kristin Scott-Thomas) nella cittadina di Bussy. La comunità entra nel caos, con l'arrivo da Parigi di migliaia di rifugiati e soprattutto delle truppe tedesche, che si 'sistemano' anche nelle case dei 'locali'. Madame Angellier è costretta a ospitare un ufficiale nemico, Bruno Von Falk (Schoenaerts), compositore nella vita 'civile', che proprio attraverso la musica (il tema principale è del premio Oscar Alexandre Desplat e i due protagonisti per i loro ruoli hanno realmente imparato a suonare il piano, ndr) stabilisce un'intesa profonda con Lucile. Quel legame proibito però dovrà scontrarsi con le violenze, le ripicche, le miserie, le vendette che il conflitto scatena intorno a loro. Nel cast di prim'ordine, ci sono fra gli altri, anche Margot Robbie, Alexandra Maria Lara, Lambert Wilson e Harriett Walker. "Ciò su cui volevo concentrare l'attenzione era il senso della guerra raccontata dal punto di vista di un civile e, in particolar modo, dal punto di vista di una donna - dice Dibb nelle note di produzione -.  molto di più che una semplice storia di un amore proibito.  la storia della radicalizzazione di una giovane donna. All'inizio Lucile è come un topo e alla fine della storia è diventata un topo che ruggisce. Mostra come il processo di un'occupazione possa spingere le persone a posizioni estreme ed è una condizione che si verifica in ogni parte del mondo. La storia d'amore è lo stimolo che la porta ad essere libera e la rende attiva spingendola a fare qualcosa di diverso”.