Batman V Superman: Dawn of Justice: la recensione (senza spoiler)

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L'uomo pipistrello contro l'uomo d'acciaio. Gotham contro Metropolis. L'Umano contro l'alieno. In Batman V Superman. Dawn of Justice, il regista Zack Snyder mette a confronto i due più famosi supereroi della DC Comics in un kolossal apocalittico, epico e ambizioso.

Con Ben Afflek nei panni di Batman, Henry Cavill in quelli di Superman e  Jesse Eisnberg a interpretare il villain Lex Luthor. Ma la  rivelazione è la modella israeliana Gal Gadot nelle vesti di Wonder Woman

di Paolo Nizza

 

Un tempo c'era solo l’infanzia, la famiglia felice, l’assoluto adamantino. Al Monarch Theather si proiettavano Il segno di Zorro ed Excalibur. Bruce Wayne era un adolescente di 13 anni, accompagnato dai genitori Thomas e Martha. Ma a volte basta un attimo  perché tutto cambi. Ti strappano la vita dal corpo come una collana di perle dal collo. E poi restano solamente lapidi, lacrime e pipistrelli.
 

 


Gia dal'incipit Batman V Superman: Dawn of Justice (nelle sale dal 23 marzo) è un film tutto giocato sul contrasto, sulla dicotomia, sul ribaltamento dei ruoli. Male e bene sono sempre più le facce di un'unica medaglia. "Buio dalla luce, conflitto dall'amore", direbbe il soldato protagonista di La sottile linea rossa. Perché adesso "i diavoli, non vengono dagli inferi... ma dal cielo", come suggerisce Alexander Luthor Jr, detto Lex.

 

 

 


Sicché il maestoso, brutale, imprevedibile Celebrity Deathmatch fra Il figlio di Krypton e  il Pipistrello di Gotham non è semplicemente lo  scontro tra i più grandi gladiatori del globo terracqueo.

Il duello si trasfigura  in una lotta metafisica fra dio e l'uomo, fra l'umano e il divino, fra la notte e il giorno. Batman, il crociato, il vigilante,  sfida Superman, Kal-El, l'alieno che potrebbe ridurre tutto in cenere. In un delirio di pallottole, esplosioni, trappole, inganni, titoli di giornali, incubi, giavellotti di Kriptonite, si palesa l'ombra della lotta fra Ettore e  Achille davanti alle mura di Troia. E, mai come questa volta. Superman pare il Nazareno, il Cristo di un altro pianeta, l'agnello destinato a una  via crucis 2.0 .


Altresì, Batman è lo schiavo della furia, l'Oscuro oscurato dall'ira, il cavaliere della vendetta, l'orfano miliardario dallo Château Margau facile. Un' anima inquieta dalla tempia brizzolata, un giustiziere inflessibile, avvezzo a marchiare a fuoco i colpevoli.  Bruce Wayne è al tempo stesso eroe, giudice e carnefice. Un vigilante dolente dal sonno agitato, pronto ad apostrofare così il criptoniano dal mantello rosso: "Quel figlio di puttana ha portato la guerra da noi."

 

 

 

Ciò non di meno, Zac Snyder rimarca la propria attrazione per le fascinose femmine forti.  Diana Prince, meglio nota con il nome di Wonder Woman è l'intuizione più felice della pellicola. Con un look che rimanda alla Xena, principessa guerriera, Gal Gadot sembra uscita dalla Gang di Sucker Punch. Una volitiva amazzone a proprio agio  sia con lo chignon civettuolo e il seduttivo tacco 12, sia  in sandaloni e lazo dorato forgiato da Efesto.

 


Azzeccato pure Jeremy Irons nel ruolo di Alfred, l'impeccabile maggiordomo di Batman. Pur non essendo un attor giovine Irons rende il personaggio meno âgée è più piacente. Un azzimato lord consapevole che "Gli uomini cadono dal cielo e gli dei scagliano fulmini… " .

 

 


Nel film grande spazio viene riservato a Lex Luthor, il crudele demiurgo, lo psicotico di talento sedotto dal Basket e dalla scienza. Uno zazzeruto narcisista sociopatico ossessionato dalla figura paterna che ridicolizza l'american Way con una battuta più affilata della spada con cui Alessandro Magno tagliò il nodo gordiano:  "La bugia più antica d'America è che il potere possa essere innocente".
 

 

 


D'altronde  "Nessun uomo resta buono in questo mondo". E se a dirlo è Superman che viene da Krypton significa che per l’umanità la pace è ancora molto lontana. E forse non basterà una Justice League a fermare il Male che avanza