Black or White: Kevin Costner, avvocato e nonno contro il razzismo

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Kevin Costner nel film Black or White

Kevin Coster e Octavia Spencer sono i protagonisti dell'emozionante dramma dal titolo Black or White, sul tema dell’adozione e dello scontro razziale. Appuntamento su Sky Cinema 1, in prima tv, mercoledì 30 marzo alle 21.10

C’è una forma di razzismo ancora più pericoloso perché apparentemente superato: quello della borghesia illuminata Usa che, pur sentendosi immune da tale pregiudizio, a volte cova lo stesso quell'odio antico. E' il caso di Kevin Costner che in Black or White di Mike Binder veste i panni di un facoltoso nonno avvocato, Elliot Anderson, che combatte per l'affidamento della nipotina di colore. Il film è su Sky Cinema, in prima tv, mercoledì 30 marzo alle 21.10.
 

Questa la storia. Anderson è appunto un avvocato benestante che, dopo aver perso la figlia sposata con un balordo di colore, ha avuto insieme alla moglie in affidamento la dolcissima Eloise (Jillian Estell). Rimasto improvvisamente vedovo, le cose cambiano. L'uomo dovrà infatti lottare con Rowena (Octavia Spencer, Oscar per The Help), nonna della bambina, che insieme alla sua numerosa famiglia di colore cerca di ottenerne la custodia legale. Da qui un lungo processo in tribunale in cui si scontreranno il disagio del padre di colore di Eloise, ovvero Reggie (Andrè Holland), dedito all'uso di droga, e quello dello stesso Anderson che, in crisi per il lutto e per la paura dal possibile distacco dalla bambina, ha cominciato a bere.

Nel cast del film anche Anthony Mackie (Real Steel, Il quinto potere, Captain America - Il soldato d'inverno) e Jennifer Ehle (Le idi di marzo, Contagion, Zero Dark Thirty).
 

"E' un messaggio contro il razzismo", aveva avuto modo dire il premio Oscar Kevin Costener parlando del film che ha anche prodotto. "Un soggetto delicato - aveva aggiunto - verso cui non pretendo di avere risposte, ma la bellezza del mondo è sempre stata data dalle differenze. Le cose più belle che mi sono capitate nella vita mi sono successe con persone con cui non condividevo neppure la lingua. Il razzismo resta un grande problema negli Usa. E questo film è un messaggio che aiuta proprio come ha fatto con me quando lo letto la sceneggiatura. Sapevo che, a fine lettura, sarei stato una persona diversa".
 

E ancora su Black or White e sul suo messaggio l'attore aveva detto. "La mia speranza è che questa storia abbia un impatto universale". E sempre riguardo al colore della pelle Costner aveva fatto ricorso a una puntuale e originale metafora: "Quando vedo una donna guardo d'istinto il suo seno, ma non è una cosa importante. Quello che conta è il terzo, il quarto pensiero che mi suscita questa persona parlandoci. Così è per il colore della pelle".

Dice infine il regista Mike Binder nelle note di regia: "Volevo fare un film che innescasse una conversazione sulla direzione che sta prendendo la questione razziale in questo Paese. Mentre stavamo girando il film, c'erano numerose coppie birazziali e donne con figli birazziali. Quello che ci salverà, secondo me, sarà il mischiarci tra di noi il più possibile, in modo che i nostri figli non sappiano più di che colore sono, e a quel punto saranno solamente persone”.