Tre anni senza il maestro Bigas Luna

Inserire immagine
Bigas Luna

A 3 anni dalla morte del regista Bigas Luna, Sky Cinema Cult gli rende omaggio mercoledì 6 aprile con due film. In prima serata andrà in onda il Leone d'argento a Venezia Prosciutto Prosciutto, con i giovanissimi Javier Bardem e Penelope Cruz e in seconda serata il provocatorio Uova d’oro.

Il regista de Le età di Lulù, dell'eros, scandaloso e distruttivo, raffinato e visionario con sconfinamenti talvolta nel comico-grottesco Bigas Luna se ne andò esattamente 3 anni fa al'eta di67 anni.


Nell’anniversario della sua morte Sky Cinema Cult, mercoledì 6 aprile alle 21.00, gli rende omaggio aprile con due film. In prima serata andrà in onda il Leone d'argento a Venezia Prosciutto, prosciutto, con i giovanissimi Javier Bardem e Penelope Cruz e in seconda serata il provocatorio Uova d’oro

Bigas Luna ha dato molto al cinema, Il suo capolavoro, Le età di Lulù, dal bestseller di Almudena Grandes, lanciò nel 1990 la giovane Francesca Neri ma il regista spagnolo è stato anche, con il porno soft Bambola del 1996, il pigmalione di Valeria Marini che nel film, accompagnato da polemiche e fischiato a Venezia, si strusciava a un'anguilla in una scena rimasta famosa.
 

A livello internazionale si è imposto nel 1992 con il film sul potere distruttivo della gelosia Prosciutto Prosciutto che vedeva nel cast Stefania Sandrelli accanto a una diciottenne Penelope Cruz e a un quasi esordiente Javier Bardem e con cui vinse il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film fa parte della cosiddetta trilogia iberica con Uova d'oro con Alessandro Gassman e La teta y la luna.
 

Nato nel 1946 a Barcellona, cresciuto nella Spagna della dittatura franchista, Bigas Luna lavorò nel campo del design e alla fine degli anni '60 fondò lo studio Gris con Carles Riart. Appassionato di pittura e fotografia è attraverso questo sguardo da artista che approdò al cinema in un dialogo incrociato tra immagini e arte visiva, nella tradizione di Salvador Dalì e Luis Bunuel, testimoniato da antologiche e mostre fra cui Ninots, realizzata anni fa a Torino alla Marena Rooms Gallery.

Il suo primo lungometraggio del 1976 fuTatuaje tratto dall'omonimo racconto poliziesco di Manuel Vazquez Montalban.  Le sue tematiche, dal feticismo all'erotismo si ritrovano in La chiamavano Bilbao del 1978 con cui esordisce al Festival di Cannes, sull'ossessione per una donna che viene violentata e uccisa e Caniche del 1979. Nel 1987 realizzò anche una sorta di psico-thriller alla Dario Argento, Angoscia. Tra i suoi numerosi film Volaverunt, tra intrighi di corte e conflitti passionali e nel 2001 l'irrisolta storia d'amore Son de mar.