Nemiche per la pelle, Fabrizio Campanelli le colora con la sua musica

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Claudia Gerini e Margherita Buy (foto Getty Images)

Arriva nelle sale, giovedì 14 aprile, Nemiche per la pelle, il film di Luca Lucini con Margherita Buy e Claudia Gerini. Aspettando di vedere l'intervista alle due protagoniste, domenica 17 alle 21.00 in Sky Cine News, intervistiamo il maestro Fabrizio Campanelli, autore delle musiche del film

di Fabrizio Basso

Se le nemiche sono per la pelle allora ci vuole um maestro in musica che sappia come "suonarle" per la pelle! Il nuovo film di Luca Lucini, Nemiche per la pelle appunto, arriva nelle sale cinematografiche il 14 aprile. Aspettando di vedere, domenica 17 alle ore 21 in Sky Cine News l'intervista alle protagoniste Margherita Buy e Claudia Gerini, abbiamo intervistato Fabrizio Campanelli, autore delle musiche.



Come si lavora alle musiche di un film?
Io agisco su due piani, il tema e l'orchestrazione.

Un metodo che oggi utilizzano in pochi.
E' vero. Troppe volte negli ultimi anni ho visto colleghi, per altro molto bravi, perdere di vista il tema e creare commenti musicali splendidi ma non incisivi. Eppure se prendiamo Nino Rota o John Williams sono compositori di temi. Le faccio un esempio: Giù al Nord, film campione di incassi in Francia, ha un grande lavoro sul tema.
 

Quale è il vantaggio?
Che quando le musiche aderiscono al tema si aprono molti scenari. L'optimum è unire estetica e incisività alla parte pratica.

Come è andata con Nemiche per la Pelle?
E' una commedia divertente e sofisticata con alla base una bella tematica. Ci sono una sceneggiatura importante e due attrici come Margherita Buy e Claudia Gerini dotate di forte personalità: per essere efficace la musica deve giocare con loro. Solo così la sua onda lunga entra nell'inconscio dello spettatore.

Lunedì 18 dalle ore 20.50 su Sky Cinema 1, Tv8 (canale 8 del DTT), Sky Uno e Sky Cinema - David di Donatello (canale 304), ci sono i David di Donatello: lei è stato candidato per le musiche di Solo un Padre, sempre di Luca Lucini.
Checché se ne dica è una grande soddisfazione strappare la nomination: come gli Oscar è un premio tecnico, è assegnato da persone con una capacità di giudizio particolare.

I riconoscimenti restano importanti.
Eccome. Il film è un lavoro di artigiani. Dietro un film ci sono impegno e filosofia. Ci aggiungo che Sky sta facendo una bella operazione di visibilità per i David. E' un Premio storico e va valorizzato.

Sue anche le musiche del docu-film Fukushima: A Nuclear Story, proposto da Sky Cinema Cult e SktTg 24.
La struttura è più da film che da documentario. Con una simile impostazione la musica può essere più distesa, meno frammentata.

Che intende?
La difficoltà nelle commedie è dare continuità al susseguirsi delle scene. In un caso come quello diFukushima: A Nuclear Story questa difficoltà è minore. Unire le sequenze è una delle difficoltà più grandi per chi fa il mio lavoro.

Cosa è una musica da film?
Un teatro onirico. Al suo interno sviluppa una storia che si muove parallela a quella del film.

Gli elementi principali?
Continuità, estetica, complessità acustica e ricchezza tematica. E possibilmente il ricorso a una orchestra vera.

Adesso a cosa sta lavorando?
A un documentario di Massimo Losito su Gianni Berengo Gardin. Nelle riprese ci sono le opere di Berengo Gardin e questo mi ha aperto belle possibilità creative. poi insieme al violinista Alessandro Quarta abbiamo fatto le musiche per l'azienda Giorgetti al salone del Design di Milano. Una musica senza titolo dove si fondono elementi acustici ed elettronica. Il design apre sterminati orizzonti.

Insomma riesce a divertirsi.
Mi piacciono certe contaminazioni. In Nemiche per la pelle collaboro con Enrico Goldoni e la CzechNational Symphony Orchestra mentre ci sono per parti più jazz elaborate col quintetto di Alessandro Quarta. Il bello della musica è anche questo, giocare con i generi.