Soldato semplice, la grande guerra di Cevoli

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Paolo Cevoli, regista e interprete di "Soldato semplice"

L’attore comico Paolo Cevoli, approda al cinema come regista e interprete di Soldato semplice commedia dai toni amari. Il maestro elementare riminese Gino Montanari, a causa dei suoi comportamenti libertini ed anti interventisti, è costretto ad arruolarsi nella Grande Guerra. La guerra, ma soprattutto l’incontro con un giovane analfabeta, cambieranno lo sguardo di Gino sul mondo. Appuntamento, in prima tv, su Sky Cinema 1 mercoledì 4 maggio alle 21.10

Anno 1917: un avamposto in alta quota in cui uno sparuto drappello di soldati con poca esperienza militare si trova a fronteggiare gli austriaci durante la prima Guerra Mondiale. E' in questo tempo e luogo che bisogna inquadrare il film Soldato semplice, debutto alla regia del cabarettista Paolo Cevoli, in onda, in prima tv, su Sky Cinema 1, mercoledì 4 maggio alle 21.10.
 

Ci si aspetterebbe una vicenda drammatica, visto che la storia è ambientata durante il primo conflitto mondiale. Invece tutto nella pellicola assume una vena squisitamente comica, quasi caricaturale. Come lo stesso personaggio interpretato dallo stesso Cevoli nei panni del protagonista Gino Montanari, un maestro elementare ateo, scapolo impenitente e sprezzante della retorica da libro 'Cuore' ("La piccola vedetta lombarda è un gran patacca!" "Bravo, 10 e lode. Si è fatto ammazzare, e per cosa? Per niente"). Dal momento che si rifiuta di inculcare nei suoi alunni la triade di valori Dio, Patria, Famiglia, il preside lo minaccia di farlo radiare da tutte le scuole del Regno se non si arruolerà volontario nel corpo degli Alpini. E così, dalla natia Riccione, il pacifico e pacifista insegnante di mezz’età si trova a fare l'eliografista sulle montagne, per trasmettere segnali morse con la luce del sole, insieme a un gruppo di commilitoni provenienti da tutta Italia di cui a stento capisce il dialetto. A fargli da assistente adorante c’è Aniello Pasquale, "Alpino marino" che ha imparato a scalare arrampicandosi sui faraglioni di Capri, analfabeta ma ben più scaltro del fanfarone Montanari (lo interpreta il giovanissimo Antonio Orefice, alla prima esperienza sul grande schermo dopo aver recitato nel ruolo di Bruno in Gomorra - La serie).
 

Dal palco di Zelig, dov’è diventato famoso grazie al personaggio dell'assessore Palmiro Cangini, il comico Paolo Cevoli passa dietro la macchina da presa per dirigere un film ispirato alla storia del nonno, pure lui eliografista e fra i combattenti di Caporetto.
 

Nel cast un mix di giovani venuti perlopiù dal mondo del teatro (fra gli altri Matteo Cremon, Toomas Kaldaru, Nicola Adobati) e attori di lunga esperienza, come Massimo De Lorenzo - l'imbelle capitano Vadala' - e Luca Lionello, il cattivissimo sergente Mazzoleni, che indossa improbabili colli e manicotti in ricordo della campagna di Libia.
 

Nonostante lo sfondo sia drammatico - la fame, il freddo, la continua esposizione agli attacchi nemici - Cevoli affronta il tema con il sorriso, mettendo in luce più che altro la dimensione "avventurosa" della guerra, che per tanti ragazzi mai usciti dal loro paesello rappresentò la prima occasione di entrare in contatto con il vasto mondo. In migliaia poi finirono trucidati per gli ordini calati dall'alto, ma questo il fim lo racconta solo di sfuggita, lasciando ai canti alpini che fanno da colonna sonora il compito di comunicare la struggente nostalgia dei soldati al fronte.