Le confessioni con Toni Servillo: ecco il trailer del film

Da giovedì 28 aprile arriva nelle sale il nuovo lungometraggio di Roberto Andò, regista di Viva la Libertà. Protagonista della pellicola sono Toni Servillo, Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Marie-Josée Croze e Moritz Bleibtreu

 

 

La Trama di Le Confessioni


Siamo in Germania, in un albergo di lusso dove sta per riunirsi un G8 dei ministri dell’economia pronto ad adottare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti per alcuni paesi. Con gli uomini di governo, ci sono anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché, e tre ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini, una rock star,e un monaco italiano, Roberto Salus. Accade però un fatto tragico e inatteso e la riunione deve essere sospesa. In un clima di dubbio e di paura, i ministri e il monaco ingaggiano una sfida sempre più serrata intorno al segreto. I ministri sospettano infatti che Salus, attraverso la confessione di uno di loro, sia riuscito a sapere della terribile manovra che stanno per varare, e lo sollecitano in tutti i modi a dire quello che sa. Ma le cose non vanno così lisce: mentre il monaco – un uomo paradossale e spiazzante, per molti aspetti inafferrabile – si fa custode inamovibile del segreto della confessione, gli uomini di potere, assaliti da rimorsi e incertezze, iniziano a vacillare...

 

Intervista al regista Roberto Andò (tratta dal pressbook del film)


Il film si muove su un doppio registro: quello realistico, tangibile, tagliato sul modello dei grandi meeting internazionali, e quello rarefatto, quasi metafisico, affidato a personaggi isolati e quasi nascosti al mondo. Possiamo pensare che questa duplicità sia l’essenza del potere, da un lato materiale e aggressivo, dall’altro occulto e subdolo?

Nel film ho cercato una totale adesione al vero, coniugata al misterioso incedere del monaco, un uomo che non si sa da dove venga e dove vada. A partire dalla scelta del luogo in cui abbiamo girato, un albergo a Heilingendamm, in Germania, ho cercato un realismo che potesse dar conto dell’aspetto intimo e sfuggente del potere. Ho cercato un luogo dove esterno e interno si confondessero. Un luogo che, suo malgrado, fosse di suspense, dove potesse accadere qualcosa di moralmente rilevante. Il segreto e la sua custodia sono gli elementi cardine del potere. Un potere che si isola, che non comunica, è necessariamente metafisico, lo è suo malgrado. Di fatto, nel film si scontrano due idee del segreto, quella ineffabile e arbitraria del potere economico, e quella che, attraverso il segreto, difende il diritto a una umana difesa della propria libertà, di un proprio spazio in cui essere liberi da tutti: lo spazio della coscienza. In questo senso la confessione è un istituto della Chiesa molto prezioso, perché protegge la dignità della persona, la sua inviolabilità. Nonostante questo, il cristianesimo è una delle religioni che non fanno perno sul segreto. “Io ho parlato chiaramente al mondo – dice Gesù – non ho mai parlato di nascosto, ma sempre in pubblico, in mezzo alla gente”. Un grande insegnamento.

 

Come è maturato il personaggio del monaco?

Salus è un visitatore, un uomo di cui non si sa nulla e che, per caso o per necessità, si trova a contatto col potere, con le certezze del potere, al centro del segreto che nutre il potere. Un personaggio che è in grado di sgretolare queste certezze col suo semplice passaggio silenzioso. Per dare voce a questo personaggio, io, Angelo Pasquini e lo stesso Toni Servillo abbiamo letto tante biografie di persone che sono passate al monachesimo, al silenzio eremitico, gente che provenendo dal successo in lavori eminentemente profani ha deciso di corrispondere al desiderio di sparire nella meditazione, nella preghiera. Sarei tentato di dire che Salus è un personaggio nato dal silenzio.