I migliori film per preparare l’armadio e se stessi al cambio stagione

Inserire immagine
Alicia Silverstone in una scena del film "Ragazze a Beverly Hills" ambientata nel suo guardaroba da sogno

Il passaggio dal vestiario invernale a quello primaverile-estivo vi provoca ansia? Continuate a rimandare quel momento, per voi criticissimo? Niente paura: cinque pellicole vi aiuteranno a farvi coraggio e, anzi, a trasformare il repulisti del guardaroba in un’esperienza divertentissima!

di Camilla Sernagiotto

 

Non aprite quella anta

 

Per voi equivale a un horror, a un film che vi fa rabbrividire al solo pensiero dei titoli di testa.

Pronunciare il suo nome vi provoca tachicardia, ma per combattere le proprie paure, si sa, è necessario affrontarle. Quindi ripetiamo assieme: cambio-stagione!

Benché con buona pace di Vivaldi non esistano più le mezze stagioni, passare dal piumino alle infradito provocherebbe uno shock non solo termico ma anche estetico, quindi bisogna per forza scendere a compromessi.

 

Pellicole protettive: film che aiutano a gestire il cambio-armadio

 

Sembra incredibile ma è così: lo schermo riesce a essere un ottimo consigliere in qualsiasi campo, sostituzione-abiti compresa.

Come un vero e proprio psicologo professionista che vi stende sul lettino e incomincia a psicanalizzarvi anche i boccoli e le otturazioni dentarie, un film è in grado di leggervi dentro e poi spronarvi a fare qualunque cosa. L’unica differenza è che non vi stende sul lettino ma semmai sul divano.

Di pellicole che possono aiutarvi a sdrammatizzare il momento del cambio-stagione ce ne sono a iosa, tuttavia soltanto cinque sono quelle che vi garantiranno risultati immediati.

Vediamo insieme i rimedi portentosi che vi cureranno in men che non si dica.

 

Il Diavolo fa le ante e pure i cassetti

 

Per chi soffre di acquisto compulsivo all’ultimo stadio, quelli per cui addirittura comprare i sacchetti anti-tarme potrebbe fare risprofondare nella malattia, il momento del cambio-vestiario è a dir poco delicato. Oltre a dover affrontare l’annoso grattacapo del togli-maglioni e metti-felpe (più impegnativo del metti-la-cera togli-la-cera di Karate Kid) e oltre a dover fare tesoro delle partite a Tetris giocate durante l’adolescenza per poter impilare perfettamente le innumerevoli paia di scarpe invernali, i cosiddetti shophaolic si ritrovano immancabilmente a fare i conti con il loro guardaroba traboccante vestiti mai indossati, alcuni con cartellino prezzato ancora attaccato, il che è un’inconfutabile cartina di tornasole della propria mania che si cercava di nascondere in fondo all’armadio, accanto agli scheletri.

 

Il titolo consigliato a questi compratori ossessivo-compulsivi è Il diavolo veste Prada.

Come Andrea "Andy" Sachs, la neolaureata in cerca di lavoro che decide di candidarsi come assistente della direttrice della rivista di moda Runway, anche lo spettatore imparerà frame by frame a buttare nel cestino della spazzatura gli indumenti che possiede fin dai tempi delle superiori.

E non solo quelli: come l’Andrea interpretata da una Anne Hathaway acqua e sapone e sciatta prima che pian piano si trasforma in una bellezza da passerella, anche nella mente del pubblico scatterà la molla che farà capire che il guardaroba si deve rinnovare tanto quanto l’armadietto dei medicinali. Perché, se è vero che nella moda vale la legge non scritta del “tutto torna”, bisogna anche dar retta ad Eraclito e al suo “pánta rêi”, ossia “tutto scorre”. E, inevitabilmente, si rinnova. Perché anche i vestiti, come le medicine, scadono.

Quindi se i panta-jazz anni Ottanta che custodite ancora dai tempi in cui il vostro intercalare e la vostra rivista preferita coincidevano (cioè Cioè), è giunta l’ora di seguire il consiglio di Anne Hathaway (che per alcuni è una voce molto più autorevole di Eraclito).

Vedrete che facendo spazio per nuovi abiti più recenti vi rinnoverete non solo il corpo ma anche l’anima. Attenzione però a non venderla al diavolo messo a titolo, magari proprio per un completino della marca anch’essa messa a titolo!

 

Il sogno dell’armadio computerizzato di Cher

 

Non stiamo parlando della celeberrima cantante e attrice ma dell’altrettanto mitico personaggio cinematografico che va sotto il nome di Cher Horowitz.

Chi non ne ha mai sentito parlare, significa che negli anni Novanta o non era ancora nato oppure giaceva ibernato in una capsula spaziale: qualsiasi ragazza o ragazzo cresciuti a pane e Aerosmith sa benissimo di chi è la Horowitz.

Trattasi infatti della protagonista di uno dei film cult di un’intera generazione, quella dei Nineties appunto: Ragazze a Beverly Hills.

Interpretata da Alicia Silverstone, racconta le peripezie glam di Cher e Dionne, due sedicenni ereditiere che vivono a Beverly Hills e trascorrono le giornate tra una festa a bordo piscina, amiche d'alto bordo piscina, sedute dall’estetista e shopping nelle boutique più à la page che ci siano in California.

Entrambe hanno il pallino della moda ma la collezione chr nulla avrebbe da invidiare a un Louvre o un Hermitage è senza dubbio quella ospitata dalla cabina-armadio di Cher: centinaia di abiti da sogno suddivisi per colore e uno speciale sistema di computerizzazione per il quale è l’armadio stesso a consigliare gli abbinamenti più azzeccati hanno fatto venire l'acquolina in bocca a migliaia di ormai ex ragazzine. Nemmeno Ritorno al futuro con i suoi skateboard volanti è stato così ottimista riguardo al progresso degli anni a venire!

Quell’armadio, più magico di quello de Le Cronache di Narnia, vi farà venire talmente tanta voglia di riordinare i vostri averi che metterete il film in pausa e vi tufferete tra le grucce senza più crucci.

 

Nell’armadio di Cher, stavolta quella vera

 

Nonostante nemmeno le trovate più d’effetto dell’Ikea si siano mai avvicinate alla raffinata tecnologia dell’armadio di Ragazze a Beverly Hills, ci sono guardaroba che assomigliano molto a quello, almeno per quanto riguarda il contenuto.

Anche questi sono armadi di "ragazze a Beverly Hills", nel senso che sono le collezioni da sogno di abiti e accessori delle californiane V.I.P.

Che nulla hanno da invidiare in termini di fama e di tacco 12 alla cantante Cher, per dire.

Paris Hilton, Audrina Patridge, Megan Fox e Miranda Kerr hanno wardrobe da perdere la testa, parola di Sofia Coppola che ha deciso di trasporre sullo schermo del cinema ciò che è realmente accaduto sugli schermi delle telecamere a circuito chiuso delle ville delle Star sopracitate.

Il suo The Bling Ring racconta i fatti di cronaca del 2008 che ebbero come protagonisti Rachel Lее & compagnia bella. Anzi: compagnia brutta, dato che quei ragazzi s’intrufolarono nelle abitazioni dei V.I.P. e rubarono un bottino di 3 milioni di dollari in contanti e beni di lusso.

Vestiti, borsette, Rolex, gioielli, scarpe e addirittur quadri riempivano i sacchetti di questa banda criminale che aveva preso come vizio quello di andare a fare “shopping” notturno nelle case dei milionari.

Cosa dovrebbe imparare colui che si accinge a fare il cambio-armadio da questo film? Che, anche se l’armadio del vicino è sempre più rigoglioso, bisogna accontentarsi di ciò che si possiede.

Perché tanto va la gatta al lardo che ci lascia le impronte digitali. In questura.

 

The Shopping must go on!

 

Molto meno deprecabile ma comunque esageratamente smodato è lo shopping messo a titolo nel film I Love Shopping.

E non soltanto messo a titolo perché qui l’acquisto compulsivo è il vero protagonista della pellicola, mentre in confronto a "lui" Rebecca Bloomwood alias Isla Fisher è solo una co-protagonista.

Rebecca è una giovane ragazza totalmente soggiogata dalla mania dello spendere; si fa prendere la mano sempre di più diventando una fuoriclasse della disciplina che per lei diventa olimpionica: il “passaggio della carta di credito”.

Nonostante Rebecca sogni di scrivere per la rivista di moda Alette, finirà a lavorare per una rivista economica il cui titolo sembrerebbe una beffa diretta proprio a lei: Far fortuna risparmiando.

Ma ciò che lo spettatore imparerà da I Love Shopping sarà proprio questo: a risparmiare.

Dopo gli inutili sprechi che vedrete passare nell’armadio di Rebecca e dopo averli rivisti passare nel vostro al momento del repulisti, state certi che in occasione dei prossimi saldi sarete più oculati.

Altrimenti vi ritroverete in un cul de sac. Che coincide proprio con il sacchetto pieno zeppo di vostri insulsi acquisti.

 

30 anni stratificati in un armadio

 

Se un ragazzina di 13 anni potesse risvegliarsi come per magia nella cabina armadio di lei trentenne, piena di successo e di abiti extralusso, come la prenderebbe?

Esattamente come una bambina che riesce a entrare nella propria casa delle bambole, parola di Jenna Rink.

La ragazzina interpretata da Christa B. Allen nel film 30 anni in un secondo, infatti, subisce questa metamorfosi à la Back to the Future, ritrovandosi nel suo corpo adulto (prestato dalla bellissima Jennifer Garner) con la mentalità ancora da tredicenne.

La vera manna dal cielo sono i tantissimi soldi che Jenna ha a disposizione una volta trentenne, denaro con il quale la Jenna tredicenne intrappolata nel suo corpo potrà finalmente togliersi tutti gli sfizi tipici di un’adolescente che improvvisamente non dipende più dalla paghetta dei genitori, parca per sua stessa definizione (altrimenti sarebbe "la pagona").

Con questo film riassaporerete la meravigliosa sensazione che avevate da bambine, quando indossavate le scarpe con il tacco e i vestiti della mamma.

Un tuffo nel passato che tramuterà il vostro cambio-armadio in una dolcissima madeleine proustiana.