Fai bei Sogni: La Recensione

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Miriam Leone, Marco Bellocchio, Berencie Bejo, Barbara Ronchi al photocall di Fai Bei sogni (foto getty)

Hakim Zejjari, inviato di Sky Cine News, ci racconta i segreti del film di Marco Bellocchio che torna torna 30 anni dopo lo scandaloso “Il diavolo in corpo” nella sezione parallela del festival “La Quinzaine des réalisateurs.

La pellicola tratta dal best-seller di Massimo Gramellini è interpretata da Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Fabrizio Gifuni, Guido Caprino, Barbara Ronchi, Miriam Leone e  Linda Messerklinge

di Hakim Zejjari


(@AkimZedg  )

 

Cannes 2016: Applausi e commozione in sala per “Fai bei sogni” di Marco Bellocchio che torna 30 anni dopo lo scandaloso “Il diavolo in corpo” nella sezione parallela del festival “La Quinzaine des réalisateurs” che ha inaugurato in grande bellezza.


Anche se è un habitué del festival, Bellocchio non è mai stato fortunato con i Palmares e malgrado i suoi diversi capolavori, Il regista 72enne sembra destinato ad essere sempre controcorrente: “Rispetto all’ ufficialità, rispetto ai festival, molto spesso c’è un riconoscimento che arriva dopo…penso a Vincere, all’Ora di religione o a Buongiorno notte, sono tutti film che sono stati capiti dopo da l’intellettualità dominante. Questo è il mio destino, ma non ha importanza, l’importante è che lo capiscano dopo.”


Tratto dal best seller del vicedirettore del quotidiano La Stampa Massimo Gramellini, l’ultimo film di Bellocchio è la storia di un segreto celato in una busta per 40 anni, quella di un bambino che imparerà ad affrontare il dolore più atroce, quello della perdita della madre.


“Non avrei mai letto il libro di Gramellini se il mio produttore non me l’avesse segnalato, ho ritrovato in questa storia, dei palpiti, dei sentimenti, dei dolori che mi hanno riguardato in passato”


Una nuova sfida per un regista che dopo la rabbia dei Pugni in tasca, il periodo Maoista e quello “Fagioliano* “( *Massimo Fagioli suo ex psicanalista) sembra aver ritrovato una nuova giovinezza:


 “I mei film partono sempre da temi e da sentimenti che sono decisivi per la mia esperienza umana. Nei Pugni in tasca c’era un giovane che uccideva addirittura la madre, esprimendo una scelta assoluta e assolutamente distruttiva, perché quella madre non gli dava nulla di quello che chiedeva, in questo film invece c’è un assoluto capovolto…nel senso che questa volta la madre defunta è invece un imagine ideale per questo figlio unico. La sua perdita è assolutamente tragica e questa tragedia diventerà un dramma, che con il passare degli anni, porterà il protagonista ad aprirsi ai sentimenti e ad accettare vita”


Illuminato magistralmente da Daniele Ciprì e interpretato tra gli altri da Valerio Mastandrea e Berenice Bejo l’ultima fatica di Marco Bellocchio arriverà nelle sale solo ad autunno intanto fate bei sogni!

 

 

 Hakim Zejjari e  Marco Bellocchio a Cannes 2016