Cannes 2016, Paterson di Jim Jarmush: la recensione

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Sesta giornata al 69.mo Festival di Cannes dove è stato presentato il film in concorso, Paterson del regista amaricano Jim Jarmusch. E' storia di un conducente di autobus e di una donna che però vive attraverso i suoi sogni. Protagonisti Adam Driver, l'iraniana Golshifteh Farahani e iMarvin, un bulldog inglese già candidato alla Palm Dog. LEGGI LA RECENSIONE

di Gabriele Acerbo
@gabace
 

Chi ha visto per la prima volta Adam Driver quando ha impersonato Kylo Ren, micidiale vilain mascherato di Star Wars:il risveglio della forza, faticherà non poco a riconoscerlo nel mite, introverso, passivo protagonista di nome Paterson della tranquilla cittadina di nome Paterson del film in concorso di Jim Jarmush intitolato, appunto, Paterson


Il film, calorosamente applaudito dalla platea di Cannes che al regista indipendente americano è molto affezionata, descrive sette quadretti, sette giorni di vita ordinaria di una giovane coppia di provincia, tutti apparentemente uguali ma sempre diversi: Paterson che si sveglia all'alba abbracciato alla sua donna che gli sussurra parole d'amore, la solitaria colazione con i cereali, il turno di lavoro come autista di un bus, il difficile rapporto con Marvin, il bulldog di casa, che porta ogni sera a spasso per le strade deserte della cittadina, il boccale di birra sorseggiato al pub, la tranquilla relazione con la propria fidanzata Laura (la splendida )impegnata nel verniciare le mura di casa con cerchi concentrici e strisce bianche e nere, creare cupcakes artistici, imparare a suonare la chitarra. Non c'è traccia di una tv accesa o di uno smartphone, non c'è il rumore di fondo tecnologico.

Per afferrare il senso delle cose e avere una mappa del mondo Paterson si affida a uno strumento prezioso: non la televisione, non lo smartphone, non le diavolerie tecnologiche (non ci sono apparecchi tv nella casa di Paterson, lui non possiede cellulari, li detesta), bensì la poesia. Annota in un quaderno i versi che giorno dopo giorno compone, piccole riflessioni sui falsi movimenti della nostra esistenza e sui piccoli grandi eventi che rendono memorabile una giornata, nel bene o nel male: che sia il guasto all'autobus che mette in ansia il suo autista o l'incontro felice con una ragazzina o un colpo di testa di un uomo dal cuore spezzato. O peggio ancora, la consapevolezza che il tuo cane ti odia e può distruggere quello che ami. Un film delicato, a tratti divertente, un altro tassello della filmografia minimalista di Jarmush. Non per tutti, solo per il piccolo o grande poeta che alberga dentro qualcuno di voi.