Arriva nelle sale The Neon Demon, il film scandalo di Refn

Inserire immagine

Dopo essere stato presenta all'ultimo Festival di Cannes, dall'8 giugno arriva al cinema The Neon Demon di Nicolas Winding Refn: un' opera horror electro pop scintillante, tagliente e scivolosa. Ve la presentiamo, tra momenti di alto valore estetico e altri che raggelano ogni nostra profondità.  Ecco la recensione didi Hakim Zejjari,  in attesa della serata  di Sabato 11 giugno che Sky Cinema Cult dedicherà a Refn-

Si inizia alle 20.40 con una speciale intervista al regista Danese, seguita alle 21 dal film pluripremiato Drive, alle 22.45 la Masterclass Storytellers: Lo scandalo Nicolas Winding Refn. La serata proseguirà alle 23.45 con il film Solo Dio perdona seguito all’1.20 dal documentario My life directed by Nicolas Winding Refn, diretto da sua moglie Liv Corfixen.

di Hakim Zejjari
(@AkimZedg)

Dopo una serie di drammi austeri in cui la parola d’ordine è niente musica, solo audio ambiente e implacabile macchina a spalla pronta a catturare ogni invisibile segno di depressione dei protagonisti, ecco arrivare nelle sale italiane , dal 8 giugno, il film ufo dell'ultimo Festival di Cannes: un'opera horror electro pop scintillante, tagliente e scivolosa come il diamante di The Neon Demon che personalmente, contro i fischi facili e le urla di sdegno avvenute in proiezione stampa, ho trovatp quasi “messianico” in questa competizione.

Questa volta il regista danese Nicolas Widing Refn torna nella Los Angeles iconografica del suo Drive (premio alla regia a Cannes 2011) per seguire l’erranza tra le luci dei riflettori di una misteriosa lolita (meravigliosa Elle Fanning) a caccia di fama e quindi di un identità, nell’agognato mondo della moda.
La sua unica arma, il suo talento, è quell’impagabile bellezza che solo la fugace innocenza della giovinezza può regalare…ed è questa forza a scatenare l’ammirazione, la rivalità e la rabbia triste e brutale di predatrici ossessivamente affamate di quella perfezione estetica che potrebbe portarle alla felicità. 

Durante questa discesa negli inferi scintillanti della bellezza ad ogni costo, la nostra “Alice” da “spolpare” prende consapevolezza del potere della propria immagine e, in un pericoloso gioco di riflessi che scatenano desideri e invidia feroce, la ragazza passa, anima e corpo, dall’altra parte dello specchio, finendo fatalmente in una strada di non ritorno.

Ipnotico, ironico e carico di citazioni cinematografiche che vanno da Suspiria di Argento passando per Il Bacio della pantera di Schrader, Omicidio a luci rosse di de Palma, Mulholland drive di Lynch o Eva contro Eva col tocco trash di Showgirls di Verhoeven, The Neon Demon non punta mai sulla linearità del racconto ma sulla sospensione… ogni inquadratura lavorata con una precisione maniacale, quasi clinica è un invito all’estasi e alla riflessione sul potere devastante dell’immagine. Contrasti cromatici, colori saturi e effetti strobosferici raccontano il corpo come feticcio in una società che lo cannibalizza.

Capisco che l’estetismo di Refn possa risultare raggelante per alcuni, ma aldilà dei commenti banali della serie “bello ma vuoto” ( che è come dire “ è la bellezza interiore che conta” …) The Neon Demon è uno di quei casi in cui la forma è anche contenuto, perché ricordate, come diceva Keats: “la bellezza può essere verità e la verità è bellezza”.

PS: Comunque è incredibile che si possano salvare e a volte osannare filmetti mediocri in patria e sparare a zero contro chi osa la sperimentazione visiva e narrativa di un regista dall’evidente talento come Nicolas Winding Refn.