Quelle scene cult nate per errore sul grande schermo

Inserire immagine

Il rumore della spada laser di Star Wars è merito di un microfono rotto. Mentre la maschera di Scream è stata trovata per caso in una soffitta. Scopriamo come alcuni imprevisti sul set hanno reso grandi alcune scene del cinema GUARDA I VIDEO

 

Alcune delle scene iconiche del cinema sono nate grazie all’improvvisazione degli attori protagonisti. Ma qualche volta sono anche registi distratti e problemi tecnici a metterci lo zampino.

Prendiamo la fatidica spada laser di Star Wars: avete presente l’inconfondibile rumore che fa ad ogni stoccata? È tutta colpa (anzi, merito) di un microfono difettoso. In origine il regista non aveva previsto un suono ad hoc per la lightsaber, solo successivamente ha affidato il compito al progettista dei suoni Ben Burtt, che per creare il sottofondo ideale ha usato un registratore con un cavo microfonico rotto, che restituiva un curioso ronzio. Così gli epici duelli contro il lato oscuro della Forza hanno tutto un altro sapore.



È stato ancora una volta il caso a rendere inconfondibile il sadico assassino protagonista di Scream. Secondo la sceneggiatura della pellicola Ghostface avrebbe dovuto indossare una non meglio precisata “maschera bianca spettrale”. Fino a quando durante un sopralluogo in una delle case prese in considerazione per le riprese, i produttori hanno trovato in una soffitta la celebre maschera e hanno deciso di usarla, con il benestare del proprietario.



Altre volte sono le burle sul set a fare la differenza. È il caso de Lo Squalo: ricordate la scena cult in cui lo sceriffo Brody interpretato da Roy Scheider vede per la prima volta il mostro marino, dicendo con gli occhi sgranati la celebre battuta “Ci serve una barca più grossa!”? Secondo il co-sceneggiatore Carl Gottlieb la battuta è nata da uno scherzo dell’equipaggio: la produzione del film aveva noleggiato un’imbarcazione troppo piccola per riuscire a gestire l’impianto luci e riprese, così quella frase veniva ripetuta all’insorgere di qualsiasi intoppo sul set, diventando un vero e proprio tormentone. Tanto da finire per essere pronunciata anche a macchina da presa accesa.



Mentre è stata una pellicola danneggiata a restituire il suggestivo sfarfallio di luci che caratterizza la scena finale de L’ultima tentazione di Cristo, film del 1988 diretto da Martin Scorsese. L’effetto è piaciuto così tanto al regista che ha deciso di mantenerlo nel film definitivo.