Le Regole del Caos, Kate Winslet alla corte di re Luigi XIV

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Kate Winslet in un'immagine tratta dal film "Le regole del caos"

Kate Winslet e Matthias Schoenaerts sono i protagonisti di una romantica storia d’amore ambientata nella Francia di Luigi XIV, diretta e interpretata dal regista Alan Rickman, recentemente scomparso. Appuntamento, in prima tv, su Sky Cinema 1 mercoledì 8 giugno alle 21.10

 

Vent'anni fa erano stati la sognatrice Marianne Dashwood e il concreto e generoso colonnello Brandon in Ragione e sentimento, trasposizione di Ang Lee del romanzo di Jane Austen. Esattamente nel 2015 la coppia Kate Winslet – Alan Rickman è tornata a recitare insieme, questa volta alla corte di Versailles ai tempi di Luigi XIV, per Le regole del Caos, seconda e purtroppo ultima prova da regista (dopo L'ospite d'inverno del 1997) di Rickman, scomparso nel frattempo lo scorso gennaio. L’appuntamento è su Sky Cinema 1, in prima tv, mercoledì 8 giugno alle 21.10. Nel cast anche Matthias Schoenaerts e Stanley Tucci.

 

 

In questa commedia agrodolce in costume, si mescolano fatti storici e personaggi fittizi, storia d'amore, humour e temi come la condizione femminile e il rapporto con il potere. Dato reale del racconto è la costruzione, su volontà del Re Sole, Luigi XIV (Rickman), nel 1682, della Salle de Bal, sala da ballo esterna a forma di anfiteatro, con tanto di fontana a cascata d'acqua sui gradoni, creata nei giardini di Versailles dal geniale architetto d'esterni Andre' Le Notre (personaggio realmente esistito interpretato nel film da Matthias Schoenaerts).

Nella sceneggiatura scritta da Rickman, Alison Deegan e Jeremy Brock, si immagina che Le Notre, per svolgere il compito, ingaggi, nonostante un rapporto iniziale brusco, la talentuosa paesaggista Sabine De Barra (Winslet), schiacciata di pregiudizi maschili e reduce dal trauma di una dolorosa perdita. Tra Andre', piegato alle regole della corte e la donna, che porta a Versailles il suo 'brillante caos', nasce presto un'intesa profonda. Sabine dovrà conquistare però anche la fiducia del re, stanco e insofferente"¦

 

 

Dopo il suo film d’esordio come regista L’ospite d’inverno, Rickman, torna la una sua tematica a lui cara: quella della donna che cerca di farsi strada nella società, nonostante lutti e l’incapacità profonda di ri-elaborarli e superarli. Sabine ha perso sia la figlia che il marito in circostanze tragiche. Una madre e una vedova inconsolabile frenata nella sua indiscussa vitalità e ancora più tragicamente disperata man mano che si rende conto dell’amore di Andrè. Tuttavia Sabine comprende, anche grazie ad Andrè, che la vita segue il suo ciclo, non si ferma davanti a niente, non ama pause, non ama riflessioni all’indietro proprio come l’evoluzione di un fiore: nasce, sboccia, appassisce e muore. Non ha la consapevolezza del suo divenire a differenza degli esseri umani o come, per l’appunto Sabine che ogni giorno della sua vita muore un po’ alla volta.