Amy Winehouse, in un film la storia del mito...assente

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Amy Winehouse

Serate in compagnia di personaggi che, nel bene o nel male, hanno segnato la storia. Ogni mercoledì e giovedì di giugno Sky Cinema Cult propone un ciclo di biografie che si affianca all’edizione 2016 del Biografilm Festival in programma a Bologna dal 10 al 20 giugno. Uno degli appuntamenti più attesi è mercoledì 8 alle ore 21 con Amy, il film in prima tv che racconta l'epopea di Amy Winehouse e che ha vinto l'Oscar 2016 come miglior documentario

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Difficile mettersi sulla tracce di una icona. E se poi, questa icona, si chiama Amy Winehouse è ancora più arduo. Anche perché certi personaggi non muoiono, più semplicemente si assentano. Amy Winehouse, quando il destino le ha chiesto di assentarsi, è diventata "assente" protagonista di film, documentari, reportage: belli, meno belli, intriganti, noiosi...ma solo uno ha messo tutti d'accordo, si chiama semplicemente Amy, è firmato da Asif Kapadia e ha vinto l'Oscar 2016 come miglior documentario. Lo vedremo su Sky Cinema Cult mercoledì 8 giugno alle ore 21: è uno dei fiori all'occhiello di una rassegna, che ci accompagnerà tutti i mercoledì e giovedì del mese, sulle vite di personaggi più o meno celebri ma che, ognuno a suo modo, ha lasciato un segno nell'umanità. Questo ciclo in onda su Sky Cinema Cult si affianca all’edizione 2016 del Biografilm Festival in programma a Bologna dal 10 al 20 giugno.



Ha raccontare Amy è il regista Asif Kapadia. Nel cast, oltre all'assente Winehouse, ci sono Yasiin Bey, Mark Ronson, Tony Bennett e Pete Doherty, anche lui nell'Olimpo dei maledetti. Per fortuna presenti. La Winehouse si è subito imposta come una stella del jazz e del blues, al punto che fin dagli esordi è stata affiancata a immortali del calibro di Ella Fitzgerald e Billie Holiday. Amy Winehouse è morta di arresto cardiaco a 27 anni, il 23 luglio 2011, nella sua casa di Londra, segnata nel fisico ormai trasparente dall'abuso di alcol e droga. C'è chi dice che gli eccessi se la sono portata via proprio nel momento in cui lei cercava di allontanarsene.


Asif Kapadia ci mostra la ragazzina in (moderata ma benestante) carne che fa le boccacce nei video fatti in casa e non ha ancora avuto l'idea di cotonarsi i capelli, tanto meno di cantare per professione. Accede a un materiale di repertorio privato, per i soli amici, e tramite quelle immagini melanconiche ci racconta Amy che scopre il suo dono e il piacere di cantare per un pubblico raccolto. Ma più il sogno impossibile diventa reale e le platee dei suoi concerti si allargano e i dischi venduti lievitano oltre le previsioni più ottimistiche, lei si perde. Anzi si assenta e trasloca nel non luogo dove abitano le leggende.