Il venditore di medicine: Big Pharma finisce sotto accusa

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Claudio Santamaria, protagonista del film "Il venditore di medicine"

Il regista Antonio Morabito fa un duro film di denuncia sul mondo delle grandi aziende farmaceutiche. Claudio Santamaria (vincitore del David di Donatello 2016 come migliore attore protagonista), è un informatore medico senza scrupoli che corrompe i medici affinché prescrivano i farmaci della sua azienda in cambio di regali costosi. Una pratica che, sullo sfondo della crisi economica, lo porterà a compiere azioni sempre più immorali. Appuntamento, in prima tv, su Sky Cinema 1, venerdì 10 giugno alle 21.10

Nessuno, dopo aver visto il film Il venditore di medicine si accosterà fiducioso anche alla più anonima e innocua scatola di medicinali, o almeno senza pensare di non essere vittima di una truffa. Il film, di Antonio Morabito che arriva per la prima volta in tv venerdì 10 giugno su Sky Cinema 1, alle 21.10 , pur affrontando un tema non certo inedito al cinema, quello dello strapotere delle industrie farmaceutiche e dei suoi rappresentanti, è un po' un piccolo pugno nello stomaco per chi almeno un blister al giorno lo frequenta.

 

Protagonista di questo film è Bruno (Claudio Santamaria), un quarantenne che lavora come informatore medico in un'azienda in stato di crisi. Con il rigido capo area (Isabella Ferrari), taglia teste per vocazione, le cose si mettono male per Bruno abituato ad avere successo. E così l'uomo, già solito come i suoi colleghi a tentare di comprarsi i medici con viaggi premio e gadget, non esita a calcare la mano verso la corruzione. Nel film anche un cameo di Marco Travaglio nel ruolo di un primario di ospedale apparentemente incorruttibile.

 

Diretto da Antonio Morabito e sceneggiato dallo stesso regista con Michele Pellegrini e Amedeo Pagani, 'Il venditore di medicine'mette insomma in scena non solo il comparaggio (ovvero il metodo illegale per convincere i medici a prescrivere i propri farmaci al di là della reale efficacia in assoluto e rispetto i concorrenti), ma anche e soprattutto la validità stessa dei farmaci spesso inutili e inefficaci


 ''Il film nasce – come ha avuto modo di dire lo stesso Morabito - da una ricerca e anche da un'urgenza di denuncia.  Vengo da famiglia di medici e con una visione della medicina come missione e quando ho scoperto come funzionavano le cose ho capito che bisognava fare qualcosa. La diffusione del comparaggio e oramai quasi totale. Insomma non ci solo mele marce, ma questa pratica è la norma. In Francia - aggiunge Morabito - su un'indagine di tremila farmaci, duemilacinquecento sono risultati inutili perché' per molti farmaci essere immessi sul mercato vuol dire solo superare di pochissimo la soglia dell'effetto placebo''.

 

Il trailer del film