Non tutti i reshoot vengono per nuocere

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Rogue One: A Star Wars Story

In questi giorni si parla delle riprese aggiuntive imposte a Suicide Squad e Rogue One: A Star Wars Story come degli inquietanti segnali di allarme. Ma alcuni grandi film - da Ritorno al futuro ad Apocalypse Now - sono diventati dei classici solo dopo che ne sono state rigirate molte scene.

È la parola del momento: reshoot. E secondo alcuni commentatori, è anche il segnale che due attesissime pellicole - ovvero Suicide Squad e Rogue One: A Star Wars Story - sono nei guai fino al collo. Quando è trapelata la notizia che molte scene della produzione della DC Comics e dello spin-off di Guerre Stellari sarebbero state rigirate, è cominciato il panico. Ma davvero c'è da preoccuparsi?

 

Certo, in alcuni sfortunati casi la necessità di rigirare una o più scene dopo la fine delle riprese ha in effetti confermato le difficoltà a cui il film stava andando incontro. Ma in realtà molte pellicole di successo sono passate attraverso una fase estensiva di reshooting. E proprio per questo sono diventate dei classici del cinema. Ecco alcuni esempi.

 

Ritorno al futuro  - Ci sono volute cinque settimane prima che il regista Robert Zemeckis si decidesse ad affrontare la realtà, decidendo di buttare nel cestino tutte le riprese effettuate fino ad allora. A non funzionare, nonostante le sue doti di attore, era addirittura l'attore protagonista, un difetto che può costare carissimo a una pellicola. Zemeckis aveva già scelto Michael J. Fox per la parte, ma questi era ancora impegnato con la sitcom Casa Keaton e aveva così dovuto rinunciare. Al suo posto era stato preso Eric Stoltz, al quale però mancava qualcosa. E così la produzione è riuscita a convincere Mr. Fox a salire a bordo nonostante i suoi impegni televisivi, rigirando tutto da capo e rendendo Ritorno al futuro uno dei film più amati di sempre.

 

E.T. - L'extraterrestre - Tutti quanti ci ricordiamo l'happy ending del film di Steven Spielberg, compresa l'iconica scena con Elliot ed E.T. che volano in bicicletta davanti a un enorme luna luminosa. Ebbene, se non fosse stato per una serie di reshoot a fine riprese le cose sarebbero andate molto diversamente... con E.T. morto in una struttura governativa e milioni di bambini di tutto il mondo in lacrime all'uscita del cinema. Per fortuna, viste le reazioni negative al finale ai primi screen test, Spielberg si è convinto a cambiare le carte in tavola, dando una seconda chance all'alieno più amato della storia del cinema.

 

Apocalypse Now - La produzione di questo capolavoro di Francis Ford Coppola è stata a dir poco travagliata, il che non dovrebbe stupire, considerando le condizioni avverse in cui è stato girato, tra riprese nella giungla, malattie tropicali, attori e lavoratori farciti di droghe (Dennis Hopper in primis), uno script inesistente e una lunga serie di difficoltà tecniche. Puro caos. Anche in questo caso, a determinare il reshooting di numerose scene è stato l'attore protagonista, Harvey Keitel, considerato inadatto. A produzione in corso, Coppola lo ha sostituito con Martin Sheen, il quale a causa delle condizioni in cui sono state effettuate le riprese ha addirittura avuto un attacco cardiaco. Un miracolo che il film sia arrivato nelle sale, ma visto il risultato ne è valsa la pena...

 

Blade Runner - Come oggi è noto, esistono numerose versioni del montaggio definitivo di Blade Runner. Quella che approdò al cinema differiva sostanzialmente dal director's cut di Ridley Scott, stravolgendo il senso del film. Scontenti della piega preda dalla storia, i produttori avevano infatti imposto al regista di girare una serie di scene aggiuntive. Il dibattito su quale versione sia migliore è ancora aperto, ma di sicuro con o senza aggiunte Blade Runner rimane uno dei migliori film di fantascienza di sempre. 

 

Superman II - In principio, Superman e Superman II dovevano essere realizzati in contemporanea, e in effetti Richard Donner aveva già girato una buona parte del secondo capitolo. Ma i produttori, preoccupati, sospesero le riprese di Superman II per permettere al regista di finire il primo film. Quando si decise di procedere anche con il sequel, Donner si rifiutò di tornare alla poltrona della regia e allo stesso modo Gene Hackman e Marlon Brando non tornarono più sul set, sebbene per motivi differenti. Fu così chiamato Richard Lester, che dovette non solo girare le sequenze rimanenti, ma anche rigirare una buona parte di quelle che erano state già filmate (altrimenti avrebbe rischiato di non poter essere accreditato come regista al posto di Donner). Poteva essere un disastro, ma Superman II è tutt'oggi considerato all'altezza dell'originale.

 

Lo squalo - Anche in questo caso si potrebbe dire che il problema stesse nel "protagonista". Solo che non si trattava di un attore in carne e ossa, bensì di uno squalo meccanico non abbastanza realistico da risultare credibile. Con il budget del film che sembrava destinato a finire fuori controllo, il giovane Steven Spielberg è riuscito a rigirare una buona parte della pellicola, questa volta mostrando il meno possibile il mostro marino, affidandosi piuttosto a una continua costruzione della tensione. Nonostante la preoccupazione degli studios, alla fine il brillante regista ha avuto ragione.

 

Questi non sono che alcuni esempi di reshoot andati a buon fine. Per cui, fan della DC Comics e di Star Wars, aspettate a preoccuparvi: rigirare anche ingenti parti di un film è una pratica piuttosto comune, spesso necessaria per arrivare a un risultato soddisfacente. Il responso finale lo avremo soltanto con l'uscita nelle sale di Suicide Squad e Rogue One.