Mark Ruffalo buon padre "teneramente folle"

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Mark Ruffalo e Zoe Saldana in una scena tratta dal film "Teneramente folle"

Mark Ruffalo e Zoe Saldana sono i protagonisti di una delicata storia familiare che tratta con leggerezza il problema della malattia psichica. Cameron è un padre e un marito affettuoso, ma è affetto da disturbo bipolare, maniaco – depressivo. Quando sua moglie Maggie decide di tornare a studiare a New York, l’uomo accetta di prendersi cura da solo delle due figlie. Appuntamento su Sky Cinema 1, in prima tv, domenica 19 giugno alle 21.10

Che il disturbo bipolare possa produrre, oltre a sbalzi d'umore e manie varie, tanta infantile dolcezza lo si scopre in questo film di Maya Forbes dal titolo didascalico, Teneramente folle, in onda, in prima tv, su Sky Cinema 1, domenica 19 giugno alle 21.10.  Un film tenero, a volte drammatico con un’interpretazione notevole  di Mark Ruffalo e, come accade spesso per tutte le vicende più incredibili, il fatto di essere tratto da una storia vera.
 

Ambientato nel 1978 in una Boston che mostra tutto il suo carattere, il film ha come protagonista Cameron Stuart (Ruffalo), uomo affettuoso e marito innamorato, che per le sue manie depressive perde un posto dopo l'altro. La moglie di colore Maggie (Zoe Saldana), per il bene delle figlie Amelia e Faith, allontana il marito da casa. Ma costretta poi, per seguire a New York un Master of Business Administration della Columbia University, ad allontanarsi di casa per 18 mesi, sceglie di affidare le figlie a quel padre folle che, dopo una lunga terapia, sembra migliorato. Cameron, di famiglia ricchissima quanto avara, ospita le bambine in una casa molto povera, la sola che gli permette il minimo sussidio che gli passano i facoltosi parenti. Fatto sta che il connubio tra questo papa ‘-bambino e folle e le sue due figlie adolescenti alla fine funziona. L'uomo trova finalmente qualcosa in cui applicarsi. Fare da mamma non gli dispiace affatto. Lui protegge le talentuose figlie e loro proteggono un padre che è anche il loro preferito compagno di giochi.
 

Tornando alle verità della storia, la regista Maya Forbes, erede della dinastia editoriale e affermata sceneggiatrice televisiva, esordisce non a caso sul grande schermo con questo film autobiografico che ha come titolo originale Infinitely Polar Bear. Ovvero con la storia di Maya e di sua sorella China, allevate per un lungo periodo dal padre, Cameron Forbes, affetto da disturbo bipolare, mentre la madre studiava per ottenere l'Mba alla Columbia.
 

"Quando avevo sette anni il mio mondo implose. Mio padre fu colpito da una serie di crisi depressive a causa delle quali i miei genitori si separarono. Ci trasferimmo da una casa in campagna a un minuscolo appartamento nella città di Cambridge. La famiglia di mio padre, una delle più note del New England, non ci aiutava finanziariamente a causa delle bizzarre regole della famiglia riguardo al denaro: non si poteva chiederne, era una vergogna" ha scritto nelle note di regia la Forbes.
 

E ancora la regista: "Volevo vedere un film umano sugli effetti della malattia mentale su una famiglia. Volevo vedere dei bambini reali. Volevo vedere un film sull'amore e sulle scelte difficili che le persone devono prendere ogni giorno".