Richard Gere, bello e invisibile

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Richard Gere in una scena tratta dal film "Gli invisibili", dal 15 giugno nei cinema

Barbara Tarricone ha incontrato Richard Gere in occasione dell’uscita del suo ultimo film Gli invisibili del talentuoso Oren Moverman, già regista di Oltre le regole. LEGGI L'INTERVISTA

di Barbara Tarricone
@barbaratarri


Racconta Richard Gere, tra le risate, che una giornalista  una volta gli ha detto che lui era un sex symbol per tre generazioni: lei, sua mamma e sua nonna. L'ovvio sottinteso sulla sua età lo fa ridere di cuore. Quando ride sembra un bambino, ha una risata genuina e un po' scomposta, arrossisce, non si cura di mantenere il suo aplomb. L'ho incontrato a Roma per Gli invisibili, in uscita al cinema dal 15 giugno.

In questo film interpreta un senza tetto, un uomo, George , di cui intuiamo una vita diversa prima della discesa nella terra di nessuno che sono la strada e i rifugi. È ancora bello, George ed è ancora bello Richard, affascinante per 3 generazioni. Porta il suo film e la sua visibilità nella comunità di Sant'Egidio: un centro di accoglienza per rifugiati e senza fissa dimora. Grazie a lui per un giorno almeno i riflettori sono puntati verso chi di solito non riceve nemmeno il nostro sguardo.

 “È la nostra società che ha un problema -mi dice- che guarda e non vede chi è diverso o disagiato. Perché decidiamo di fare così, quando è ovvio che siamo sulla terra come fratelli e sorelle?” È una domanda che si pone davvero, gli anni di meditazione, di impegno sociale, di buddismo gli fanno vedere quella della solidarietà  come l'unica realtà possibile sulla terra. Gli chiedo come si è sentito ad interpretare una persona che nessuno vede davvero quando lui, da star è sempre così visibile. “Oh no!” dice lui, “anche io sono invisibile! Nessuno sa che cosa penso! Beh, a parte Ale, lei lo sa”. E sorride, questa volta il suo sorriso da star, ad Alejandra Silva, la sua fidanzata di 34 anni più giovane di lui che, smagliante,ricambia.