Dio esiste e vive a Bruxelles in vestaglia e pantofole

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Benoît Poelvoorde è Dio (foto di Kris Dewitte)

Arriva su Sky Cinema 1, in prima tv, venerdì 24 giugno alle 21.10 la commedia dissacrante Dio esiste e vive a Bruxelles che trasforma il Dio buono in uno cinico ed egoista

Se c’è un Dio “cattivo e rancoroso” verso quegli uomini che Lui stesso ha cretao, questo deve vivere necessariamente a Bruxelles. Così, almeno, sembra pensarla il regista Jaco Van Dormael che nel suo film “Dio esiste e vive Bruxelles” (in prima tv, su Sky Cinema 1, venerdì 24 giugno alle 21.10) ci trasporta in una storia visionaria e per certi verso geniale in cui si immagina per l’appunto Dio come un annoiato e dimesso signore di mezza età che vive a Bruxelles con moglie e figlia e che ha come effettivo divertimento quello di tirare le fila di tutte le nostre esistenze da un computer situato in una stanza super-blindata "da incubo". Bizzarria, appunto, tanto più che ci sono anche le due figure, mai immaginate prima (almeno a nostra conoscenza), della moglie di Dio (nulla a che vedere con la Madonna, s’intende) e soprattutto della figlia, una ragazzina ribelle che non ne vuol proprio sapere delle passioni un po’ crudeli del padre e si diverte anzi a dialogare e a confidarsi un po’ con la "figurina parlante" del fratello  J. C. (Jesus Christ, naturalmente), che l’ha preceduta nell’‘indipendenza da un padre così ‘ingombrante.

Sembrerebbe non esserci scampo per la nostra povera umanità avviata a vivere una vita grigia come lo sono i cieli della capitale belga. Eppure la speranza si annida proprio nella piccola figlia di questo Dio che ha dimenticato che si può essere severi ma anche clementi, duri ma non necessariamente crudeli. Una piccola bambina ribelle in cui è riposto il  riscatto dell’umanità, riscatto che non sono  riusciti a realizzare suo fratello scappato da tempo con la sua croce e neppure sua moglie, silenziosa, passiva, inebetita.

 

Le azioni di questa bambina rovescerà la situazione quando deciderà di andare alla ricerca dei “suoi” apostoli pescati nel mondo dei reietti e dei disperati e di restituire agli uomini la felicità perduta scrivendo un Nuovissimo Testamento dopo aver violato il computer paterno (strumento principe delle malefatte) ed averlo sabotato. Non prima di averne estratto i dati sensibili ed aver spedito a ciascun essere umano, via SMS, in messaggio impossibile da ignorare; la data di morte di ognuno di noi.

Il regista Jaco Van Dormael, autore belga di immensa creatività in vari campi dell’arte  ma che ha al suo attivo soltanto quattro film  (Toto le héros - Un eroe di fine millennio; L'ottavo giorno; Mr. Nobody)  mette su un film che lascia il segno per questa sua dimensione surreale e sorprendente. Azzeccato tutto cast:  Da Dio, interpretato dall’’attore Benoît Poelvoorde, alla figlia Éa con il volto della giovanissima Pili Groyne, alla figura di quella moglie attonita, muta, istupidita e pietrificata ma anche lei destinata al riscatto, interpretata da Yolande Moreau. E sono molti i personaggi, per lo più bizzarri, che ruotano attorno al nucleo centrale della disputa divina: uno su tutti, l’ancora bellissima icona del cinema mondiale, Catherine Deneuve.