Giffoni 2016, Evanna Lynch con Silente e Gabriele Mainetti senza Jeeg

Inserire immagine
Evanna Lynch con i ragazzi di Giffoni

Interprete di Luna in Harry Potter, Evanna Lynch ha chiesto a J.K. Rowling una storia con Silente Albus. Invece Gabriele Mainetti assicura che non ci sarà un sequel di Jeeg Robot. Insomma anche in questo 2016 il cinema si confessa al Giffoni Film Festival

Alla ricerca del padre con la nostalgia di Harry Potter. Evanna Lynch, l'interprete di Luna nella saga di Harry Potter, è al Giffoni Film Festival per presentare "My name is Emily", film diretto dall'irlandese Simon Fitzmaurice, regista premiato anche al Sundance che da cinque anni vive completamente paralizzato a causa della Sla. Nella pellicola la 24enne attrice irlandese interpreta la parte di una ragazza che vive in una casa famiglia e, in occasione del suo sedicesimo compleanno, inizia un percorso di riavvicinamento al padre, ricoverato in un ospedale psichiatrico assieme al suo unico amico (l'attore George Webster). "Sono stata colpita enormemente quando ho letto la sceneggiatura -spiega Evanna- ho voluto fortemente quella parte. Emily è un personaggio così divertente, dice cose strane ed esilaranti. Da un lato è molto coraggiosa, dall'altro crede molto in quello che fa".  La Lynch però tornerebbe anche immediatamente nella Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts che arriverà tra qualche giorno a teatro, con un’opera che segue le vicende del figlio del maghetto, dal titolo Harry Potter and the cursed child, in scena dal 30 luglio  al The Palace Theatre, a Londra nel West End. “Se ci fosse un film basato sull’opera teatrale – ha confessato – mi ci fionderei subito. La verità è che non riesco a dire addio al mio personaggio e spero di tornare a vestire i suoi panni, in una versione più matura”. Se invece fosse “rimpiazzata” da un’altra attrice in un ipotetico adattamento futuro, invece, non reagirebbe con fair play: “Mi arrabbierei molto, sarei gelosissima anche solo all’idea che possa succedere e non credo me la farei andar bene”. Ho sempre avuto le mie idee su alcuni sviluppi narrativi, al punto che un giorno sono andata dalla scrittrice a proporle una storia d’amore tra Luna e il Preside della scuola, Albus Silente. Le ho detto che non m’importava la differenza d’età tra loro e che li avrei visti bene insieme. Mi ha risposto: “Non è una questione anagrafica, la relazione sarebbe comunque impossibile perché è gay”. E così sono venuta a conoscenza di una delle grandi rivelazioni di J.K. Rowling”. L’universo di Harry Potter è sempre stato una grande metafora della lotta alle discriminazioni per l’uguaglianza dei diritti, una campagna condivisa dall’attrice: “Luna se ne infischia dei pregiudizi altrui, è uno spirito libero e mi ha aiutato a combattere le insicurezze, come sta facendo con milioni di persone nel mondo. Così nei progetti successivi ho pensato di sposare cause importanti. Ad esempio in G.B.F. interpretavo la ragazza perfida che detesta gli omosessuali. Il disagio provato nel dare vita alla sua meschinità mi ha fatto capire che sarebbe servito a dimostrare le premesse del film. Cerco comunque nuove sfide e ho una lista di attori con cui vorrei recitare, primo fra tutti Benedict Cumberbatch perché sono una fan del suo Sherlock televisivo”. Intanto, al Giffoni Film Festival, ha anche ricevuto un’impacciata richiesta di matrimonio da un fan, rifiutata con garbo: “Riparliamone tra dieci anni, per ora tutto il mio tempo libero lo dedico ai miei micetti, anzi spero di aprire presto un rifugio per ospitarne tantissimi e spendere tutti i miei soldi per la loro salvaguardia”. Ha poi salutato il giovane pubblico con un consiglio: “Siate comprensivi con i genitori, spiegate loro con calma i vostri sogni e aiutateli a capirne le motivazioni che vi spingono a sperimentare cose nuove. A volte possono proibirvi di tingervi i capelli o indossare certi abiti, ma lo fanno in buona fede, per proteggervi. Mia mamma, che oggi è qui con me in sala a Giffoni, mi ha dato regole severe ma mi ha anche lasciata libera di trovare la mia strada, ha capito che la ribellione adolescenziale non era un dispetto, ma un desiderio di capire chi fossi”.

"No, niente sequel di "Jeeg Robot" così Gabriele Mainetti al Giffoni Festival smentisce le voci che lo vedevano a lavoro su un seguito di "Lo chiamavano Jeeg Robot", film rivelazione dell'anno, vincitore di ben sette David di Donatello, interpretato da Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli e Luca Marinelli. "Ho iniziato a lavorarci 6 anni fa, ed è stato un percorso molto lungo, difficile e frustrante per l'incertezza che aleggiava sulla sua realizzazione, rimettermi a lavoro ora è impensabile". Sono confermate, invece, le indiscrezioni su un suo nuovo film "Sto lavorando al soggetto di un nuovo film insieme a Nicola Guaglianone, già sceneggiatore di Jeeg Robot. E' una storia ancora più folle che dovremo consegnare a settembre. Non mancheranno ruoli femminili importanti". Intanto Mainetti è impegnato in un progetto di cinema collettivo, ideato da Edison, su energia, uomo e natura, raccontati attraverso gli occhi di persone diverse "Metteremo insieme 10 cortometraggi che sceglieremo tra quanti ci manderanno il loro corto su questi temi. L'idea è quella di far raccontare proprio alla gente la relazione tra uomo, ambiente ed energia". Gabriele Mainetti sta girando in questi giorni anche un cortometraggio sponsorizzato da Renault che verrà presentato alla prossima Mostra del Cinema di Venezia; la protagonista è Aurora Ruffino, la Cris di "Braccialetti Rossi", definita dallo stesso regista "Attrice davvero straordinaria". Sul fronte televisivo, invece, Mainetti afferma "La  Rai ha ben lavorato alcuni soggetti di personaggi raccontati in miniserie. La serialità mi piace ma tirata per le lunghe la trovo deprimente, gli attori si stancano e alla fine si vede. Un esempio, invece, che trovo eccellente in questo campo è True Detective".