Giffoni 2016, Nicholas Hoult presenta il suo Salinger

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Nicholas Hoult - foto Getty

E' arrivato a Giffoni 2016 Nicholas Hoult, l'attore inglese che è stato protagonista, tra gli altri, di Mad man - Fury Road e di tre X MenL'inizioGiorni di un futuro passato e Apocalisse. Ora sta lavorando con Kevin Spacey a un film, Rebel in the Rye, che ci porta nella vita di J.D. Salinger. Lo abbiamo incontrato al Giffoni Film Festival 2016

di Fabrizio Basso
(inviato a Giffoni Valle Piana)


A dodici anni abbandona la scuola per fare l'attore. Chissà che faccia atterrita avranno fatto mamma e papà, uno insegnante di piano l'altro pilota d'aereo. E chissà che faccia faranno ora che loro figlio, Nicholas Hoult, ce la ha fatta. Il ventisettenne di Wokingham è stato protagonista, tra gli altri, di Mad man - Fury Road e di tre X Men: L'inizio, Giorni di un futuro passato e Apocalisse. Ora sta lavorando con Kevin Spacey a un film, Rebel in the Rye, che ci porta nella vita di J.D. Salinger. Lo abbiamo incontrato a Giffoni Valle Piana, ospite del Giffoni Film Festival 2016.

Nicholas Hoult partiamo dall’emozione di vedere Positano, da una frase di John Steinbeck che parla di quel luogo e del suo incontro con J.D. Salinger.

Mi ha colpito che Steinbeck in un articolo scritto nel 1953 abbia scritto che ha avuto meno paura a combattere la seconda guerra mondiale che non delle curve di Positano.
Cosa la ha affascinata?
E’ rimasto un luogo normale, la gente è calorosa, non ci sono invasioni di catene di ristoranti. Anche Steinbeck ha parlato dell’ospitalità degli abitanti. Ho fatto un corso di cucina in hotel e ho verificato quanto la gente sia carina e aperta.
Al cinema presto arriverà Rebel in the Rye.
Salinger è un grande scrittore e un personaggio particolare, è un ribelle. Mi sono divertito a interpretarlo e l’ultimo giorno delle riprese ero triste perché era il mio ultimo giorno nei panni di Salinger.
Ha ricevuto buoni consigli per fare al meglio questo lavoro?
E’ una professione parca di consigli, devi cercare tu di rubare esperienza stando sul set. Il migliore che ho ricevuto viene dal set di Mad Max: ama e fatti amare.
Il suo personaggio in Mad Max, Nuxin, è andato davvero nel Walhalla?
Il regista George Miller sul mio personaggio ha lavorato in modo perfetto. Avevo già parlato col regista prima che iniziassero le riprese. Sapevo perfettamente quello che doveva succedere.
Lavorare con Kevin Spacey è stato entusiasmante in Rebel in the Rye?
Una esperienza importante. Nella realtà Kevin ha aiutato molte persone ad avviare il loro sogno nel mondo dell’arte. Nel film è colui che ha aiutato Salinger a far emergere la vena artistica. Spesso hanno litigato nella realtà, Salinger non era un tipo facile, è stato espulso da più scuole. 
Come sarebbe vivere in un mondo senza sentimenti come nel film Equals?
Fai l’attore ma anche no nel senso che devi nascondere le tue emozioni. A volte il regista avviava la macchina e noi improvvisavamo senza un copione. Nella vita di tutti i giorni sarebbe terribile vivere senza emozioni ma anche le emozioni vanno gestite perché, ad esempio, andare al lavoro dopo avere ricevuto una brutta notizia non è facile.
I media come condizionano la sua vita?
Non c’è molta intrusione nella mia vita privata. Se la gente sa poco della tua vita privata quando sei sullo schermo i giudizi non sono influenzati da come sei nel privato. Le poche intrusioni aiutano a scegliere chi ti sta vicino, stai più attento a chi ti sta intorno.
Ci sono registi italiani che ama?
Ovviamente Federico Fellini, incredibile La dolce vita. Poi Sergio Leone per come ha influenzato il cinema western. Ha influenzato molti registi per il suo avvicinarsi con la camera, per creare spazi ampi, e per il senso di calore che creava con la videocamera. Jonathan Demme, per fare un nome, è stato molto influenzato da lui.