Giffoni 2016, un viaggio visionario che costruisce il futuro

Inserire immagine
Dean-Charles Chapman

E' calato il sipario su Giffoni 2016. Abbiamo visto il sorriso di Matilde Gioli e la grinta di Ivan Cotroneo, la sensualità di Madalina Ghenea e le bizze di Jennifer Aniston, la musica degli Street Clerks e la poesia del film Fungus, ma soprattutto abbiamo visto 4200 giovani giurati felici e la nascita, finalmente della Multimedia Valley. Tutto questo grazie a un visionario che si chiama Claudio Gubitosi e da 46 anni coltiva il mito del Giffoni Film Festival

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


L'epica di un visionario. Claudio Gubitosi ha abbracciato, con lo sguardo e le parole, tutte le migliaia di giovani giurati che ha accolto al Giffoni Film Festival, che ha chiuso domenica 24 luglio 2016 la sua edizione numero 46. E lo ha fatto con un altro passo nel futuro, inaugurando la Multimedia Valley, tormento ed estasi da anni, poiché ha portato entusiasmi immensi ma anche sconforto quando sembrava che il progetto si arenasse. "Abbiamo posto sette volte la prima pietra -ci ha detto un commosso Gubitosi- e ora ci siamo, dal 2017 sarà il cuore del Festival, dal 2018 porterà 300 posti di lavoro per i giovani. Sarà, per il nostro Sud un polo di attrazione per le attività audiovisive e per le start up".

Potremmo declinare Giffoni 2016 con una lunga sequenza di numeri da record, ci limitiamo a due: 4200 ragazzi e 50 milioni di persone che hanno seguito il Festival online. Giffoni è magia, Giffoni è passeggiare nel futuro, Giffoni è macchie di colori (i giurati sono divisi per fascia di età e distinti dai toni delle magliette), Giffoni è Experience ovvero incontri con registi e attori, Giffoni è il disincanto di cullare sogni. Giffoni è un mondo dove i piccoli si dimostrano più intelligenti di tanti grandi perché sono tutti fratelli.

Per cosa porteremo nel cuore Giffoni 2016? Per Claudio Santamaria che ha ribadito che in Italia c'è tanto talento e va aiutato ad emergere e non abbandonato. Per Dean-Charles Chapman, protagonista de Il Trono di Spade e di Fungus, che si mette ordinatamente in fila per cenare, senza fare il vip. Per lo smodato divismo di Jennifer Aniston il cui staff fa firmare moduli vessatori a chi vorrebbe intervistarla e che quando è in un hotel d'appoggio (non quello dove è stata ospitata, in Costiera) per il trucco chiede che gli altri ospiti si muovano il meno possibile per evitare di essere disturbata. Per l'ennesima assenza di Sophia Loren, ormai diventata l'incubo di Gubitosi. Ma soprattutto per il sorriso delle migliaia di ragazzi e dei loro genitori che a Giffoni scoprono che...yes we can!.