Vette cinematografiche: le Alpi su grande schermo

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Dalla Davos letteraria di Youth - Giovinezza di Paolo Sorrentino, ai drammi di Forza Maggiore dei resort francesi, passando per l’Engadina e le vallate svizzere di Sils Maria, fino ad arrivare ai cantoni vallesi di Sister: ad alta quota non si respira solo aria più pulita, ma anche emozioni più forti e travolgenti

Vallate verdi che si perdono nell’azzurro del cielo. Passeggiate a polmoni aperti all’ombra dei boschi. Centri benessere per rilassarsi e trovare il giusto refrigerio. Quando si dice “caldo”, non a tutti vengono in mente spiagge assolate e relax sotto un ombrellone. Anzi, per molti l’estate è sinonimo di montagna e desiderio di alta quota. Magari quella delle Alpi che, tra Svizzera, Francia e Italia, sono state protagoniste di alcune delle più interessanti proposte cinematografiche degli ultimi anni: dalla Davos di Youth - La Giovinezza in cui si ritirano intellettuali e artisti per fare i conti della propria vita, alle stazioni sciistiche del Canton vallese di Sister, film di Ursula Meier con Léa Seydoux, passando per il resort di Les Arcs (in Francia) dove si consuma il dramma familiare di Forza Maggiore, fino ad arrivare Sils Maria, località dell’Engadina in Svizzera protagonista dell’omonimo film di Olivier Assayas con Juliette Binoche. Sono questi i titoli che Sky Cinema Cult manderà in onda nell’ambito della serie Mare e Monti.

Davos incantata - Youth, l’ultimo film di Paolo Sorrentino per il cinema, è per lo più ambientato negli spazi dello Schatzalp Hotel di Davos. Non si tratta di una semplice struttura di lusso nel pieno delle alpi svizzere, ma molto più: è un luogo che fa parte dell’atlante della letteratura internazionale, dal momento che proprio qui si svolgono le vicende di La Montagna Incantata, romanzo capolavoro del ‘900 di Thomas Mann. Da ex sanatorio di lusso per curare la tubercolosi, dal 1954 lo Schatzalp è poi diventato un hotel con 92 stanze. La struttura ha conservato molto dello stile Art Nouveau originario, in un mix di lusso e decadenza che fanno da location perfetta per le lunghe chiacchierate dei protagonisti sotto i vapori delle sauna e la bellezza del paesaggio circostante.



La solitudine svizzera - Le cabine della funivia in alta quota e i resort di lusso del Cantoni vallese sono al centro di Sister, film rivelazione del 2012 (ha vinto un Orso d’Argento a Berlino) che racconta del rapporto complicato tra il dodicenne Simon e la sorella-madre Louise interpretata da Léa Seydoux. Tra la stazione sciistica di Verbier dove Simon deruba i ricchi turisti e il popolare grattacielo della vallata dove vivono i due, il film riesce a trasmettere con efficacia quel senso di solitudine e forti passioni che solo ad alta quota sanno diventare così taglienti.



L’eterno ritorno ad alta quota - Le rigide temperature di Sils Maria, località dell’Engadina svizzera dove è girato l’omonimo film di Olivier Assayas, non riescono a raffreddare il conflitto generazionale e sentimentale che si consuma tra Maria Enders (Juliette Binoche), la sua assistente Valentine (Kristen Stewart) e la giovanissima Jo-Ann Ellis (Chloë Grace Moretz). Le riprese del film sono state svolte non solo a Sils Maria, ma anche a St Moritz e in Italia, nella Selva di Val Gardena in Trentino Alto Adige. Il regista ha dichiarato di essere stato molto influenzato da Arnold Fanck, pioniere del cinema di montagna, oltre che dal curioso fenomeno meteorologico del “serpente del Maloja", un vero e proprio serpente di nebbia che si può osservare nelle prime ore del mattino in Engadina. Anche per questo il titolo originale è “Clouds of Sils Maria”, le “nuvole di Sils Maria”. Ma il film vuole essere soprattutto una riflessione sul tempo: non a caso proprio in questa località il filosofo Friederich Nietzsche ha preso ispirazione per la sua teoria dell’eterno ritorno.



Drammi di forza maggiore - Basta una slavina a travolgere per sempre una coppia svedese che, fino a pochi minuti prima, sembrava una famiglia da cartolina. Tra piste che riflettono il sole accecante, salvataggi nelle tempeste di neve e gli ovattati interni dell’hotel, anche nel caso di Forza Maggiore l’aria di montagna sembra squarciare le abitudini consolidate e dare maggiore coraggio ai protagonisti: dopo la valanga, nulla sarà più come prima; e, forse, è anche meglio così.