Venezia 2016, tre italiani in concorso

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Un'immagine tratta dal film "Piuma"

Tre le pellicole nostrane e selezionate e in corsa per il Leone d'oro: sono Giuseppe Piccioni, Roan Johnson e i documentaristi Massimo D'Anolfi e Martina Parenti

Si avvicina l’appuntamento cinematografico, tra i più attesi dell’anno, della 73esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia,  tra il 31 agosto e il 10 settembre. 
Tre i film italiani in concorso: un autore sensibile, intimista, fuori dalla logica delle mode di mercato come Giuseppe Piccioni (Questi giorni), un quarantenne inglese per metà al quarto film sempre con una cifra ironica sulla realtà giovanile come Roan Johnson (Piuma), una coppia nella vita e nel lavoro con un percorso rigoroso di ricerca come Massimo D'Anolfi e Martina Parenti (Spira Mirabilis).
 

Su di loro ha scommesso la selezione di Alberto Barbera, anche abbastanza coraggiosa perlomeno nel caso del documentario della coppia milanese (del resto c’è già il precedente, premiato, di Gianfranco Rosi con Sacro G.R.A., Leone d'oro 2013). Scelte poi che si fanno in base alla disponibilità di film pronti e quest'anno, riguardo ai 'maestri' c'era ben poco (il nuovo di Gianni Amelio non era pronto ad esempio - aveva detto a luglio il direttore Barbera - e di italiani abbiamo visti ben 125 film ,persino troppi in una produzione nazionale che in questo momento punta piu' sulla quantita' che sulla qualita'. La scelta e' caduta sui film che sembravano non solo piu' riusciti, ma anche piu' coraggiosi, fuori dagli schemi, soprattutto quelli della commedia che domina la produzione italiana). Lo stesso Barbera ha descritto la squadra italiana con queste parole: "c'e' la visione cosmologica di Spira Mirabilis, un film tra Spielberg e Malick, con grande potenza concettuale e splendore visivo, costato appena 120 mila euro, un film come quello di Piccioni che è il suo più riuscito, risolto, raffinato, molto contemporaneo e poi la commedia leggera, intelligente che tutti vorrebbero fare, Piuma, davvero una sorpresa, abituati alle commediole e commediacce usa e getta del recente cinema italiano".


Ecco i tre film italiani in concorso nel dettaglio:
 

QUESTI GIORNI


Decimo film di Giuseppe Piccioni che a Venezia ha già avuto riconoscimenti come le due coppie Volpi a Sandra Ceccarelli e Luigi Lo Cascio per Luce dei miei occhi, racconta la storia di un gruppo di ragazze di provincia in età universitaria, l’età in cui le scelte sul futuro si fanno pressanti, difficilmente rinviabili. La loro estate 'di passaggio' sono giorni in cui non succede niente ma in realtà cambia tutto. Nel cast Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, con Margherita Buy, Sergio Rubini, Filippo Timi, Alessandro Averone, Mina Djukic. Tratto dal romanzo inedito "Color betulla giovane" di Marta Bertini, il film e' prodotto da 11 marzo, Publispei, Rai Cinema e distribuito da Bim dal 15 settembre.




PIUMA


E il quarto film di Roan Johnson e anche questa volta è una storia di ragazzi, anzi una coppia di fidanzatini che dovrebbe studiare per gli esami di maturità e invece si ritrova alle prese con una gravidanza inattesa e per la quale è difficile per loro stessi credere di essere pronti. Ferro e' Luigi Fedele, Cate e' Blu Yoshimi. Prodotto da Palomar e Sky Cinema, con il contributo del MiBACT il film è distribuito da Lucky Red dal 20 settembre.



SPIRA MIRABILIS

E' un film documentario di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti che aspira al racconto dell’immortalità attraverso i quattro elementi della natura: l'acqua, l'aria, la terra e il fuoco resi molto concreti. Prodotto da Montmorency Film, Rai Cinema la spirale meravigliosa è una sorta di sinfonia visiva che mette lo spettatore di fronte alla parte migliore di noi. Il film, in sala dal 22 settembre con I Wonder Pictures, racconta storie inedite e potenti da quattro diversi luoghi del mondo, una su tutta, quello dello scienziato giapponese Shin Kubota che studia la infinitesimale medusa immortale Turritopsis.


 

Questi in gara nel concorso, ma l'Italia contribuisce alla Mostra del cinema di Venezia con tante altre opere, a cominciare dal debutto televisivo di Paolo Sorrentino con la serie internazionale The Young Pope - certamente uno dei colpacci della Mostra -, con Michele Santoro che porta Robinu', l' indagine choc sugli adolescenti boss di camorra che tra Napoli e Scampia si contendono il mercato della droga a colpi di kalashnikov come il Ciro di Gomorra di Matteo Garrone; con Kim Rossi Stuart e il suo Tommaso; con Francesco Munzi (che aveva impressionato nel 2014 con Anime Nere) che nel documentario Assalto al cielo racconta con materiali d'archivio la parabola di quei ragazzi che inseguirono l'idea della rivoluzione tra il1967 e il 1977, tra slanci, sogni e violenze. E poi ancora Bruno Chiaravalloti, Claudio Jampaglia, Benedetta Argentieri che documentano in Our War, la storia di tre foreign fighters (incluso l'italiano Karim Franceschi) che sono andati a Kobane accanto alle milizie curde a combattere l'autoproclamato 'Stato Islamico' in Siria.
 

Nel Cinema nel giardino anche L'estate addosso, un modo per 'riaccogliere' Gabriele Muccino che con questo film torna a raccontare l’età giovane con grande sincerità.