La La Land incanta la mostra del cinema di Venezia: la recensione

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Emma Stone e Ryan Gosling nella locandina di La La Land

Ryan Gosling ed Emma Stone sono i favolosi protagonisti di La La Land, il  film diretto da Damien Chazelle che apre la 73.ma edizione del Festival del cinema di Venezia. Il regista (già autore dello straordinario Whiplash) firma una pellicola deliziosa sulle note di una indimenticabile colonna sonora. Un musical sospeso tra sogno e favola, perche come dice la Stone: "Ragazzi abbandonatevi ai sogni e non rinunciateci."

 

di Gabriele Acerbo

(@gabace)

Avevamo lasciato Ryan Gosling novello Peter Sellers nella Los Angeles anni 70 tra omicidi e pornostar. Era maggio, e a Cannes usciva la commedia pop-poliziesca Nice Guys. Ora, a fine agosto, Ryan torna protagonista di un festival, quello di Venezia, con la favola musicale La la land. Assieme a lui Emma Stone, bravissima in tutto, a recitare, a ballare, a cantare, a illuminare lo schermo e incantare lo spettatore. E'piaciuto molto al Lido il film di Damien Chazelle, questo genio di trentun anni che aveva stupito tutti con Whiplash e ora incanta con una storia d'amore romantica, piena zeppa di canzoni, piani sequenza memorabili (i cinque incredibili minuti iniziali che trasformano un ingorgo nel traffico in un grande show alla Broadway), l'omaggio e la nostalgia per nulla ingenua al cinema degli anni 50, al grande jazz e alla città degli angeli.

Lei è Mia, novella Cenerentola, fa la barista all'interno di uno studio cinematografico ma sogna di diventare un'attrice. Il principe azzurro è Sebastian, pianista spiantato che desidera aprire un locale dove celebrare la sua passione totalizzante per il jazz. Nell'arco di quattro stagioni si incrociano, si sfanculano, si innamorano, si detestano, cercando di conciliare l'amore per l'altro con la realizzazione personale. La la land è'un inno ai sogni, come canta Emma Stone in una scena clou del film: "brindiamo ai sognatori per quanto folli possano sembrare, brindiamo ai cuori che soffrono, brindiamo ai disastri che combiniamo". Ma i sogni a volte mal si conciliano con la realtà, mentre al cinema tutto è possibile. Ce lo insegna Hollywood e ce lo fa vedere chiaramente Chazelle che a un certo punto ci regala una vera chicca, una versione alternativa del film virata tutta nello stile sfavillante alla Baz Luhrmann. Uno sliding door spiazzante, un ulteriore colpo di genio per un regista che sicuramente vedremo tra i protagonisti della Notte degli Oscar.


E a proposito di La La land, proprio Chazelle ha dichiarato:  "I film seguono percorsi intimi, sono influenzati dalla tua formazione, a me ad esempio interessava che un genere come il musical dato sempre per spacciato riuscisse ad interessare anche il pubblico di oggi imbibito di nuove icone. Questa storia d'amore, di tenacia, di memorie romantiche, di felicità e melanconia spero tocchi il pubblico disabituato al musical. E' una magia demodè che ho sperato di tradurre per i giovani di oggi: c'è bisogno di sognare ancora, la realtà non è quasi mai all'altezza dei sogni. Di mio personale - prosegue Chazelle - ci sono le prime esperienze di quando 9 anni fa arrivai a Los Angeles sperando di fare il cinema. E' una città non proprio amichevole e nella sceneggiatura ho messo tutti i clichè che ho vissuto dal traffico impazzito alle celebrities che ti camminano vicino. C'è qualcosa di poetico pensare con i sogni che ti vivono dentro."