Arrival di Denis Villeneuve conquista la mostra del Cinema di Venezia

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Presentato in concorso alla 73.ma edizione del Festival del Cinema di Venezia, Arrival è un gioiello del cinema di fantascienza firmato dal regista Denis Villeneuve. Interpretato da Amy Adams, il film è stato accolto dagli applausi dopo la proiezione stampa. Ecco la recensione

 


di Gabriele Acerbo

(@gabace)

 

Se il buongiorno si vede dal mattino, Denis Villeneuve sta preparando un magnifico sequel di 'Blade Runner'. Con 'Arrival', presentato in concorso a Venezia e salutato dagli applausi alla proiezione stampa di stamattina, il regista canadese, autore del noir 'Sicario' e del sottovalutato thriller 'Prisoners', ci ha regalato uno splendido 'Incontri ravvicinati del terzo tipo' del nuovo secolo. 

Ma, visto che nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, da Inception a Interstellar, Villeneuve contamina la fantascienza con altri linguaggi e altri generi. Tant'è che in certi momenti si trema come di fronte a un thriller riuscitissimo o ci si emoziona come quando assisti a un bel meló.

Arrival è il Mulholland Drive della fantascienza perchè, al di lá delle sequenze d'azione mozzafiato di una bellezza abbagliante, si concentra tutto nella mente della sua protagonista, una inarrivabile Amy Adams, e si sviluppa avanti e indietro nel tempo che - assieme al linguaggio - è il vero personaggio principale di questa storia. Tutto inizia da una vita che nasce e muore nell'arco dei primi tre minuti e mezzo, una ragazzina che si ammala di una malattia incurabile. 

madre è Louise, linguista e traduttrice, che dopo il lutto viene ingaggiata dalla Nasa per comunicare con gli alieni. La posta in gioco è il destino del mondo perché le superpotenze stanno per scatenare un conflitto mondiale per respingere l'invasione aliena. 

 

Il film è molto più ricco, sofisticato, sentimentale, toccante della breve sinossi che vi ho fatto. Nonostante il genere in cui verrà catalogato è un film molto intimo, molto femminile, forse il primo di fantascienza che parla alle donne più che agli uomini. Perché parla la lingua delledonne, parla di amore, di vita e di futuro.