Hacksaw Ridge, la recensione del film di Mel Gibson

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Andrew Garfield in Hacksaw Ridge

Presentata alla 73.ma edizione del Festival del cinema di Venezia, la pellicola di Mel Gibson con Andrew Garfield nei panni dell'eroe di guerra/obiettore di coscienza Desmond Doss convince la platea. Ecco la recensione di Hacksaw Ridge.

di Gabriele Acerbo

 

Quest’anno a Venezia il cinema americano non sbaglia un colpo. Fuori concorso arriva Mel Gibson con Hacksaw Ridge e colpisce e affonda tutti gli spettatori con una storia imprevedibile ed affascinante, la vicenda vera di Desmond Doss (Andrew Garfield), il soldatino americano che durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell’esercito per combattere i giapponesi che avevano bombardato Pearl Harbour. 

 

La particolarità di questo piccolo grande episodio di storia americana è che Doss era un obiettore di coscienza e, per ragioni religiose e ideali, non poteva impugnare il fucile e quindi uccidere. La sua missione in guerra? Soccorrere i soldati feriti. Per questa ragione viene deriso dai suoi compagni e superiori (tra cui spiccano Sam Worthington e Vince Vaughn) ed etichettato come codardo. Rischia un processo in corte marziale per insubordinazione agli ordini superiori ma per un soffio si salva e riesce a partire in missione. 

 

Gibson non risparmia i colpi bassi, come spesso il suo cinema fa. Tutta la seconda parte del film è la lunga e avvincente descrizione della sanguinosa battaglia di Okinawa, una vera e propria carneficina splatter ai danni dell’esercito americano a base di corpi esplosi, maciullati, decapitati. A riparare i danni dei giapponesi ci pensa proprio il giovane Desmond che, durante quella battaglia, riesce a salvare decine di uomini senza sparare un colpo.

 

Doss è stato il primo obiettore di coscienza a ricevere la Medaglia d’onore del Congresso. Il film di Gibson è un sentito omaggio a questo eroe senza pistola né fucile che, come scopriamo alla fine, è morto pochi anni fa. Nella breve intervista che accompagna i titoli di coda ricorda divertito come, durante quella battaglia, dopo aver salvato un ferito e poi un altro e un altro ancora, Dio gli dicesse di salvarne ancora un altro in più. In quel modo, facendo tutto da solo, ne ha salvati 75.