Mostra del cinema di Venezia: The Bad Batch, la recensione

Alla 73.ma edizione del Festival del Cinema di Venezia arriva The Bad Batch . Diretto dalla regista americana di origine iraniana Ana Lily Amirpour (già conosciuta per il vampiresco A Girl Walks Home Alone at Night), il film, in concorso per il Leone d'oro, è interpretato da un cast composto da Jim Carrey, Keanu Reeves e Jason Momoa, affiancati da Suki Waterhouse 

di Gabriele Acerbo

 

SI parte in quarta appena terminati i titoli di testa con una bellissima ragazza (la bionda Suni Waterhouse, modella ex fidanzata di Bradley Cooper) catturata, legata e mutilata. Il suo braccio e gamba destra saranno il pasto di una comunitá di cannibali palestrati che abitano nel deserto in mezzo ai rottami di vecchi aerei. Ma lei sopravviverá, e, con una gamba artificiale e una pistola nell'unica mano che le resta, cercando vendetta paradossalmente troverá l'amore.  

Siamo in Texas forse oggi, forse domani, in una zona dove non vigono le leggi nè le regole della convivenza civile. Lì vivono i reietti (è più o meno questa la traduzione che si può dare al termine 'Bad batch' che dá il titolo al film) divisi in due grandi gruppi. Quelli che cacciano gli esseri umani per cibarsene e quelli che vivono a Confort, una sorta di comunitá hippie dove il cannibalismo non è praticato e una specie di santone (Keanu Reeves) professa la necessitá della procreazione.

Un film strambo firmato dalla 'Tarantino in gonnella', soprannome sciocco per la losangelina di origine iraniana Ana Lily Amarpour che pochi mesi fa si è fatta notare per una suggestiva storia di vampiri in bianco e nero, A girl walks home alone a night. Visivamente interessante - anche perchè ispirato alle opere 'desertiche' di Leone, Lynch e Jodorowsky - ma narrativamente zoppo, The Bad batch non ha infiammato la platea veneziana alla proiezione stampa di oggi.

Le sequenze di violenza non sono eccessive nè particolarmente disturbanti, il tempo è dilatato (proprio come certi film iraniani che evidentemente la regista conosce bene), i dialoghi sono  merce rara e le occasioni per distrarsi sono molteplici, anche perchè non si capisce perfettamente dove il film voglia andare a parare. Nel cast anche Jim Carrey, nel ruolo di un vagabondo che non dice una parola, Giovanni Ribisi e il Khal Drogo de Il Trono di spade, l'armadio vivente Jason Momoa.