Trafficanti - War Dogs: L'anteprima

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© 2016 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC. Photo Credit: Courtesy of Warner Bros

Trafficanti è una sconvolgente commedia bellica, diretta dal regista della trilogia di Una notte da leoni, Todd Phillips. Leggi la recensione dell'anteprima europea svoltasi a Londra.

di Alessio Accardo

 

Convocati a Londra per l’anteprima europea di un film diretto dal regista della trilogia di Una notte da leoni e interpretato dal comico Jonah Hill (quello per intenderci divenuto celebre con commedie come 40 anni vergine e Suxbad - Tre menti sopra il pelo), eravamo pronti ad assistere a film un po’ folle e irriverente.

 

Ci siamo invece trovati davanti a una strana commedia bellica che, pur non disdegnando l’uso dell’ironia (per lo più grottesca), tenta di indagare tra le pieghe più recondite del lato oscuro dell’America, in un modo non troppo dissimile da analoghi film d’inchiesta di recente conio, come il vincitore dell’ultimo premio Oscar, Il caso Spotlight. Oppure come La grande scommessa di Adam McKay, con cui il paragone è forse ancora più calzante.


Basato su una storia vera che gli sceneggiatori hanno desunto da un articolo pubblicato dal magazine Rolling Stone (The Stoner Arms Dealers: How Two American Kids Became Big-Time Weapons Traders, in seguito divenuto il libro Arms & the Dudes), Trafficanti narra le vicende tragicomiche di due assidui consumatori di varie sostanze tossiche che, durante la guerra in Iraq, diventano trafficanti di armi per conto del governo americano.


Le cose si complicano quando i due ventenni firmano un contratto da 300 milioni di dollari per armare l'esercito afghano. Da allora sulla loro strada - che da Miami li porta in Iraq e in Giordania, da Las Vegas all’Albania - si pareranno i personaggi meno raccomandabili, tra cui un losco figuro interpretato da Bradley Cooper (anche produttore del film).


Una commedia politica quella di Todd Phillips, che non sarebbe forse stata possibile se Martin Scorsese non avesse prima girato The wolf of Wall Street, e non solo per la presenza in entrambi i cast dello straripante Jonah Hill, che qui più che i panni dell’indimenticabile Donnie Azoff (chi non ricorda la scena in cui strafatto di qualuude ripete macchinalmente la marca di scarpe Steve Madden?) veste piuttosto i panni da squalo che lì furono del Jordan Belford di DiCaprio.

 

Un film in cui il regista di The Hangover dispiega tutte le sue abilità tecniche e artistiche, siglando ancora una volta il film con la sua cifra stilistica secondo noi più rilevante: la capacità di filmare e montare sulla colonna sonora. Una soundtrack come al solito da urlo, che comprende un paio di dozzine di capolavori del pop-rock anni ’70, da Wish you were here dei Pink Floyd a Behind blue eyes dei The Who.

 

Se a ciò si aggiunge l’uso assai pertinente della voice over di Miles Teller (da Whiplash in poi, uno dei talenti emergenti più solidi e capaci del cinema made in Usa), il quadro è completo. E piuttosto gradevole da guardare.