Qualcosa di buono, storia di malattia e amicizia

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In occasione della Giornata Nazionale sulla SLA che si celebra domenica 18 settembre, Sky Cinema 1, Qualcosa di buono, commovente storia di amicizia  con Hilary Swank che interpreta una donna affetta da SLA. Appuntamento martedì 20 settembre alle 21.15

In occasione della Giornata Nazionale sulla SLA che si celebra domenica 18 settembre, Sky Cinema 1, martedì 20 settembre programmerà in prima serata la prima visione Qualcosa di buono, un’emozionante storia di coraggio e amicizia al femminile con Hilary Swank protagonista.
D’altra parte l’attrice americana ci ha abituato, nel corso della sua carriera,  a delle performance camaleontiche, come quelle, premiate entrambe con l'Oscar, nei panni del teenager transgender di Boys don't cry e della pugile Margaret "Maggie" Fitzgerald di Million Dollar baby. Il personaggio che interpreta nel film Qualcosa di buono di George C. Wolfe non è da meno.

Kate è una pianista di musica classica di successo, sposata e dai modi garbati, a cui è stata diagnostica la SLA (più nota con il nome di malattia di Lou Gehrig). Bec (Emmy Rossum) è un’estroversa studentessa universitaria e aspirante cantante rock che riesce a malapena a destreggiarsi in una vita estremamente caotica e confusionaria sia sul piano delle relazioni romantiche che in altri ambiti. Eppure quando Bec decide di accettare la disperata proposta di lavoro come assistente di Kate, proprio quando il matrimonio di Kate con Evan (Josh Duhamel) comincia a entrare in crisi, le due donne si affidano a ciò che diventerà un legame non convenzionale, a volte conflittuale e ferocemente onesto. Senza una meta chiara nella vita, Bec è decisa a diventare l’ombra di Kate accompagnandola e traducendo per lei le situazioni più sconcertanti e goffamente comiche. Il risultato è un cameratismo ridotto all’estremo essenziale, fatto di sostentamento quotidiano e confessioni a notte fonda. Ma quando la sensuale, meticolosa e ostinata Kate comincia a influire sulla confusa, spontanea e inafferrabile Bec e viceversa, entrambe le donne si trovano faccia a faccia con i rispettivi rimpianti, esplorando nuovi territori ed espandendo la propria idea su chi in realtà vogliono essere.

Hilary Swank, oltre che protagonista è stata anche la produttrice del film. E non è un caso se l’attrice americana abbia voluto finanziare il film. Infatti, poco prima di girare la pellicola si è dovuta confrontare con la malattia del padre Stephen reduce da un trapianto di polmone. Anche se i rapporti tra di loro in passato non erano stati facili, la Swank ha deciso di prendersi una pausa, pur senza fermarsi completamente, da Hollywood. "Non c’è niente che voglia fare di più che stare con mio padre in questo periodo di bisogno, spiegò in un’intervista all'HuffPost. Se non mi prendessi cura di lui, riguardando indietro penso avrei sempre il rimorso di non essergli stata accanto. Siamo molto legati ora, il legame che abbiamo creato compensa quello che non abbiamo avuto in passato".

In Qualcosa di buono, invece, ad avere bisogno di assistenza, comprensione, empatia, aiuto, è il suo personaggio Kate, pianista classica, di buona famiglia, affetta da Sla e costretta sulla sedia a rotelle. E nella sua famigerata professionalità, Hilary Swank ha voluto riprodurre con la più grande precisione la trasformazione fisica del personaggio (dai movimenti alla voce), qui alla prese con una malattia degenerativa. E le sue parole, espresse proprio all’uscita del film sono anche un messaggio di conforto e di speranza per tutti coloro che soffrono di questa terribile malattia: "Ho fatto molte ricerche, mi sono preparata con l'aiuto di un infermiera e ho incontrato molti malati di Sla che hanno condiviso con me molti dettagli intimi e privati su cosa voglia dire affrontare ogni giorno, emozionalmente e fisicamente questa diagnosi. Speravano che il film aumentasse la consapevolezza sulla malattia, e ciò ha aggiunto una responsabilità molto maggiore per me, sentivo di dover rappresentare tutti quelli che ho incontrato".