Addio a Curtis Hanson, regista di L.A. Confidential

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Curtis Hanson (foto Getty Images)

Il regista Curtis Hanson è morto  a 71 anni per cause naturali la sera del 20 settembre nella sua abitazione a Hollywood. Nativo di Reno in Nevada e cresciuto a Los Angeles, Hanson abbandonò la scuola per lavorare come fotografo, scrittore e redattore per riviste di cinema. "In un certo senso e' stata quella la mia scuola di cinema", disse in un'intervista nel 2002.

Iniziò a sceneggiare e dirigere nei prima anni '70. Ma il successo arrivo' solo nel 1992 con 'La, mano sulla culla con Rebecca De Mornay nei panni della tata in cerca di vendetta. Hanson vinse l'Oscar per la miglior sceneggiatura per L.A. Confidential. 



Sky Cinema Hits rende omaggio al regista scomparso con la messa in onda, questa sera alle 21:15 di Too Big To Fail - Il crollo dei Giganti, seguito alle 23 da  In Her Shoes - Se fossi lei

Per ricordare Curtis Hanson, Sky Cinema Hits manderà in onda due film del regista scomparso.

Alle 21.15 verrà trasmesso Too Big to Fail - Il crollo dei giganti, film per la tv del 2011, basato sul best-seller Il crollo - Too Big to Fail di Andrew Ross Sorkin, giornalista ed economista del New York Times. Nel cast William Hurt, Edward Asner e Paul Giamatti. La pellicola vinse un Writers Guild of America Award per la miglior sceneggiatura non originale per una miniserie o film TV e ha ottenuto 11 candidature agli Emmy Award. 
 

Alle 23.00, sempre su Sky Cinema Hits, andra in onda In Her Shoes – se fossi lei con Cameron Diaz, Toni Collette e Shirley MacLaine. Quest'ultima per la sua interpretazione nel film conquistò la nomination al Golden Globe 2006 quale migliore attrice non protagonista.

Di Paolo Nizza


A certi uomini tocca il mondo intero, a certi altri un'ex prostituta e un viaggio in Arizona."

Pronunciata da Lynn Bracken (Russell Crowe) e forse la battuta più celebre L.A. Confidential, capolavoro noir tratto dall'omonimo romanzo di James Ellroy. La pellicola, datata 1997, rappresenta il punto più alto della carriera di Curtis Hanson. Anche per quel premio Oscar vinto per la miglior sceneggiatura non originale e consegnato da due miti come Walter Matthau e Jack Lemmon

 

Nato a Reno (Nevada) il 24 marzo del 1945,  Curtis Hanson inizia la sua carriera dietro la macchina da pres a con pellicole di genere come Sensualità morbosa (Sweet Kill) (1974) edEvil Town (1977) - firmato con lo pseudonimo Edward Collins.

 

Il primo successo cinematografico di Hanson arriva nel 1992 con La mano sulla culla (The Hand that Rocks the Cradle), thriller familiare con conAnnabella Sciorra, Rebecca De Mornay, Julianne Moore e Matt Due anni dopo, Curtis gira The River Wild- il Fiume della paura con un sadico Kevin Bacon pronto a terrorizzare Meryl Streep, madre in crisi Seguono il gia citato L. A. Confidential (che fa vincere un Oscar a anche a Kim Basinger), e Wonder Boys (1993) un gioiello, sempre tratto da un romanzo, questa volta scritto da Micheal Gabon, e interpreta da un immenso e intenso Michael Douglas. Il film vince pure un Oscar per la miglior canzone originale (Things are changed, firmata da Bob Dylan).


E la musica è fondamentale anche nella successiva pellicola diretta da Hanson. Nel 2002, infatti, il regista americano dirige 8 Miles, il film con protagonista il rapper Eminem. Ambientato a Detroit, 8 Miles racconta le difficolta affrontate dal  rapper prima di diventare celebre.

 

Nel 2005, il regista girerà in Her Shoes- Se fossi  lei, deliziosa commedia al femminile con Cameron Diaz, Toni Colette e Shirley McLane (nomination al Golden Globe 2006 quale migliore attrice non protagonista), mentre nel 2007 affronterà il variegato mondo del poker con il film Le regole del gioco.

Per la HBO nel 2011 firma  il tv-movie Too Big to Fail,  tratto dal best-seller Il crollo - Too Big to Fail di Andrew Ross Sorkin, giornalista ed economista del New York Times. Un film che"...Tra una settimana non avremo più un sistema finanziario...".

La sua ultima opera è Chasing Mavericks (2012), diretto insieme a Michael Apted e incentrato sulla storia vera del surfista Jay Moriarity.

Insomma, Curtis Hanson ha affrontato i generi più diversi. Perché Per il regista americano, tutte le storie parlano della consapevolezza di sé e di quanto sia complicato chi siamo davvero.

Sia che si tratti di un agente di polizia nella Los Angeles viziosa degli anni 50, o di uno scrittore con un debole per la  marijuana, oppure dell del segretario del tesoro ed ex presidente di Goldman Sachs

Come recita una battuta di Wonder Boys. " Forse il motivo non conta: a volte le persone hanno bisogno di essere salvate e basta."