Dai capelli sporchi al muschio, il dietro le quinte di The Brave

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Disney Pixar ha pubblicato una serie di video che ci portano dietro le quinte del celebre cartone animato ambientato nel Medio Evo scozzese per mostrarci la cura e il dettaglio con cui sono stati creati i protagonisti e gli scenari del cartone

 

Che cosa c’è dietro un capolavoro? Studio, cura del minimo dettaglio, fedeltà alla realtà. Lo dimostra, una volta di più, Disney Pixar che in questi giorni ha pubblicato online una serie di video che ci portano dietro le quinte di uno dei grandi cartoni animati della casa, Ribelle – The Brave del 2012. Dallo studio sul campo del paesaggio scozzese in cui è ambientata la storia alle riflessioni su come riprodurre gli aspetti magici presenti nella narrazione, fino all’impiego della matematica per rendere più realistici gli scenari, le clip su YouTube ci fanno entrare nella fabbrica di sogni più creativa dei nostri tempi. E ci mostrano come ogni singolo particolare sia studiato e realizzato senza lasciare nulla al caso. A cominciare dai peli.

Chiome selvagge - Sì, dai peli. Perché anche le chiome e il resto della peluria dei protagonisti sono stati oggetto di ricerca da parte della squadra che ha realizzato il cartone, con tanto di sopralluoghi in Scozia per comprendere meglio le condizioni di vita (e le condizioni igieniche) degli abitanti di quella terra nel 500 dopo Cristo. Risultato: praticamente ogni personaggio è dotato non solo di capelli folti e stravaganti ma anche di peli nelle braccia e sul viso, per la verità, non sempre trattati con la massima igiene.



Muschio e matematica – Ma le chiome non sono l’unico particolare su cui Disney Pixar ha deciso di svelare qualche segreto. Anche il muschio, scopriamo, ha richiesto un’attenzione particolare durante la realizzazione di Ribelle – The Brave. Per rendere suggestivo e più aderente alla realtà il verde che copre le foreste in cui si svolgono le avventure di Merida e compagnia, la squadra addetta alla produzione del cartone è ricorsa alla matematica. Sì, per raggiungere le tonalità e le gradazioni necessarie a ricreare l’atmosfera dei boschi scozzesi ci sono volute decine di formule. Anzi, si può dire che tutto il film non sia altro che il risultato di un insieme di equazioni. Non ci credete? Guardate questo video.



Magia realistica – Ma se per ricreare un paesaggio si può sempre andare sul campo per prendere appunti e trovare ispirazione, più difficile è riprodurre in modo in qualche modo fedele degli elementi magici. Eppure, anche i fuochi fatui, quelli che guidano Merida verso la strega e verso il suo destino, sono stati oggetto di attenta analisi che li ha portati da una prima rappresentazione antropomorfa fino alla definitiva realizzazione, più spirituale ma attenta però al dato fisico del fenomeno.