La verità sta in cielo, il caso di Emanuela Orlandi arriva al cinema

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Riccardo Scamarcio nel film di Roberto Faenza "La verità sta in cielo". Nel cast Maya Sansa, Valentina Lodovini e Greta Scarano

In occasione dell’uscita del film nei cinema di Roberto Faenza,  La verità sta in cielo, (in sala dal 6 ottobre distribuite da 01 Distribution), incentrato sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983, Sky Cinema Cult manderà in onda qualche minuto in anteprima del film. Appuntamento sabato 1 ottobre alle 20.50

di Massimo Vallorani

Il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983, archiviato dalla magistratura in via definitiva il 6 maggio 2016, viene ora riportato sul grande schermo da Roberto Faenza nel suo film La verità sta in cielo, in sala dal 6 ottobre distribuite da 01 Distribution. In occasione dell’uscita del film nei cinema, Sky Cinema Cult manderà in onda qualche minuto in anteprima del film. Appuntamento sabato 1 ottobre alle 20.50

Il film, ispirato al libro La verità sul caso Orlandi di Vito Bruschini riedito per l'occasione da Newton, racconta di come una tv inglese, sollecitata dallo scandalo di Mafia Capitale decide di inviare a Roma una giornalista di origine italiana (Maya Sansa) per raccontare dove tutto ebbe inizio. Con l'aiuto di un'altra giornalista (Valentina Lodovini), inviata di un noto programma televisivo italiano, che ha scoperto una nuova pista, entra in scena Sabrina Minardi (Greta Scarano), ex moglie del calciatore della Lazio Bruno Giordano e poi compagna di Enrico De Pedis detto Renatino. Una donna che ha tanta voglia di parlare.
 

Roberto Faenza raccontando di questa suo ultimo lavoro  che il suo ultimo lavoro, ha detto che questo film è un film-assist per riaprire il caso Emanuela Orlandi (archiviato nel maggio di quest'anno). E cosi', a 33 anni dal rapimento della ragazzina di 15 anni figlia di un commesso della Prefettura della Casa pontificia, mette in campo molte delle tante teorie su questo rapimento. Ma su tutte prevale la tesi del fratello di Emanuela, Pietro che in un incontro con la stampa ha dichiarato:  "Quello che mi interessa di più è il caso dell'archiviazione. Il procuratore capo Giuseppe Pignatone ha richiesto l'archiviazione anche se ci sono ci sono molti elementi indiziari aperti, ma ha preferito chiudere tutto". E ancora da lui l'invito al Vaticano "di rendere finalmente pubblici i dossier secretati" che potrebbero far luce su quello che è successo.
 

Anche il regista del film Faenza è della stessa opinione:"La magistratura ha chiuso le indagini con 88 pagine di archiviazione in cui ci sono tutti gli elementi per andare avanti. E poi perché' il Vaticano non tira fuori il dossier. L'ultimo metro verso la verità sarebbe questo. Non credo che questo film riuscirà a farlo, ma spero  in Papa Francesco che ama la trasparenza. Sono ottimista".