Viaggio nel Cinema in 3D: intervista a Jesus Garces Lambert

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Jesus Garces Lambert, regista del documentario Viaggio nel cinema in 3D- Una Storia Vintage

Da sabato 8 a domenica 16 ottobre si accende Sky 3D Vintage (canale 150) E il weekend 8-9 ottobre anche Sky Cinema 3D Vintage (canale 304)  Per la prima volta un’inestimabile serie di film torna a splendere nel suo formato originale, il 3D, in un canale interamente dedicato.

A raccontare questa storia è stato realizzato da Sky e Stand be Me un documentario, “Viaggio nel Cinema in 3D – Una storia Vintage” con la voce narrante di Sergio Castellitto (in onda in prima tv sabato 8 ottobre alle 21.15 su Sky 3D Vintage, Sky Cinema 3D Vintage e Sky Arte HD).

Abbiamo incontrato il regista di questo meraviglioso doc, ovvero il visionario Jesus Garces Lambert che ci ha aperto le porte della terza dimensione e ci ha svelato alcuni gustosi dietro le quinte.

di Paolo Nizza

 

Se nella sala cinematografica in cui proiettavano L'Arrivée d'un train en gare de La Ciotat, ci fosse stato Jesùs Garcès Lambert, gli spettatori non sarebbero fuggiti come vuole la leggenda. Con calma olimpica e garbata ironia, Jesùs avrebbe svelato il mistero a quella platea terrorizzata da un'immagine in movimento.

Nelle vene di questo prodigioso ed eclettico regista messicano scorre il sangue degli antichi sacerdoti precolombiani, gente avvezza a dialogare con divinità permalose e spesso feroci. D'altronde Fellini insegna: "Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio."

Tra Sport, videoarte e documentari internazionali, Jesùs ha il raro talento di saper coniugare l'alto con il basso, Delitto Perfetto e Lo Squalo 3, con un attenzione maniacale al dettaglio e con un uso sapiente della luce (che è l'inchiostro del cinema, come diceva Cocteau). 
Solo uno sciamano della visione poteva attraversare il labirinto della terza dimensione del cinema senza perdersi. Perché Viaggio nel cinema in  3D- Una storia Vintage è una sorta di guida illustrata per scoprire le noste origini, per indagare su un fenomeno nato per caso, per decifrare quel sogno chiamato cinema.

 

Qual è stato il momento più emozionante della realizzazione del documentario?

Ci sono stati molti momenti intensi durante la lavorazione. Ma l'emozione più forte l'ho provata quando mi sono ritrovato in una stanza circondato dalle pellicole originali dei film che hanno fatto la Storia del Cinema. Toccare con mano i negativi in 3D dei cortometraggi dei Fratelli Lumiere, che sono i più antichi del mondo. Sfiorare i fotogrammi di L'arrivo di un treno alla Stazione di Ciotat è stato qualcosa di indescrivibile. Scoprire questa storia è stato davvero bello. Ma in fondo tutto il documentario è una scoperta continua.

 

Il fatto di essere un artista latino americano, quindi con una conoscenza diretta del realismo magico e di cerimonie come El dia de Los Muertos in cui si gioca con la morte , ti ha aiutato a entrare in sintonia con un cinema spesso dominato dalla fantasia, dal soprannaturale, dall'ironia?

Direi proprio di sì. Molte delle pellicole in 3D girate negli anni 50, 60 e 70 sono film di genere. E quindi il mio modo di vedere il mondo in maniera ironica mi ha aiutato. Il mio approccio ludico mi è servito a selezionare le scene, le battute presenti nel documentario in modo da restituire allo spettatore l'essenza  autentica del film.

 

Come sei riuscito a mescolare alto e basso, a realizzare un documentario in grado di parlare a tutti, senza essere didascalico o cadere nella banalità  ?

Mi hanno aiutato molto, sia il fatto di essere uno straniero in terra italiana, sia di avere vissuto negli Stati Uniti. Io non do niente per certo e non è detto che uno capisca una cosa appena viene detta. Bisogna sempre andare in profondità, spiegare ogni dettaglio, raccontare una grande storia senza trascurare i minimi particolari.  Volevo realizzare un documentario accattivante, ma anche magico e talvolta poetico.

 

Tra i film  raccontati in Viaggio nel cinema 3D- Una storia Vintage, qual è il tuo preferito?

Adoro Il Mostro della Laguna nera. E' davvero bello. E' una fantastica storia d'amore e di diversità. Mi piace anche La Maschera di Cera con il grande Vincent Price. E' grazie a questo film che diventerà un'icona del cinema horror.

Nel documentario ci sono tante personalità della cultura e del cinema. C'è qualcuno che ti ha particolarmente colpito?

Direi Thierry Frémaux, delegato generale del Festival di Cannes e il direttore dell'Istituto Lumière di Lione. Abbiamo avuto uno scambio di idee molto stimolante. In virtù della sua cultura e del suo essere francese ha dato un contributo molto importante al documentario.
 

Come è stato il rapporto con Sergio Castellitto, voce narrante del documentario?

Ottimo. E' stato un bellissimo incontro. Con la sua personalità e il suo talento ha dato un imprining personale all'opera, ha reso "umano" il documentario. Abbiamo condiviso insieme questa avventura scoprendo ogni giorno cose nuove. E alla fine delle riprese mi ha chiesto, con estremo pudore, se potevo regalargli gli occhiali 3d che indossa. E' stato un gesto che mi ha colpito.

Perché uno spettatore dovrebbe vedere Viaggio nel cinema in 3D-Una storia Vintage?

Per vedere la Storia del cinema con altri occhi. C'è una bellissima definizione di Nick Cave che è stato protagonista di One more time with feeling, documentario in 3D diretto da Andrew Dominik. Per l'artista australiano la storia del cinema in 2D è la storia del maschio, mentre la storia del cinema in 3D è la storia della donna, molto più ricca di sfumature, più accogliente , con una profondità diversa. Il 3D è un cinema che ti abbraccia.

 

Qual è sarà il futuro del 3D?

La possibilità di utilizzare cineprese e telecamere più economiche, piccole, più leggere, in modo che siano più agevoli i movimenti. Questo permetterebbe di trovare nuove cifre stilistiche, nuove forme di racconto, nuovi modi di sperimentare.


Dopo l'esperienza del documentario, ti piacerebbe girare un film di fiction in 3D?

Assolutamente sì. Mi piacerebbe molto girare un thriller in 3D. Come interprete femminile vorrei Isabelle Huppert, sarebbe fantastica a 3 dimensioni. E poi se si potesse tornare indietro mi piacerebbe dirigere Vincent Price.

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