“Neruda”, arriva al cinema il film sulla vita del poeta cileno

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Un'immagine tratta dal film "Neruda" di Pablo Larrain. Nei cinema dal 13 ottobre. Foto Good films

Arriva nelle sale italiane dal 13 ottobre, grazie alla  Good Films,  Neruda di Pablo Larrain. In occasione della sua uscita, Sky Cinema Cult manderà in onda qualche minuto in anteprima del film. Appuntamento martedì 11 ottobre alle 20.50

Arriva nelle nostre sale, grazie alla Good Film, dal 13 ottobre “Neruda” di  Pablo Larrain, considerato uno dei più promettenti registi sudamericani di questo ultimo periodo. In occasione della sua uscita, Sky Cinema Cult manderà in onda qualche minuto in anteprima del film. Appuntamento martedì 11 ottobre alle 20.50.

La pellicola, presentato durante l’ultimo Festival di Cannes 2016, non può considerarsi un vero e proprio biopic del grande poeta cileno. ''Sarebbe stato impossibile. E' un personaggio inafferrabile'', parola dello stesso regista, che in fase di presentazione del suo film (candidato all’Oscar come miglior film straniero), ha avuto modo di dire che la sua volontà era quello di approcciarsi nei confronti di Neruda con uno spirito non totalmente serio. “Piuttosto abbiano deciso di costruire un film mettendo assieme elementi inventati e giocosi. In questo modo il pubblico potrà librarsi assieme a lui nella sua poesia, nelle sua memoria, e nella sua ideologia comunista tipica della guerra fredda''.

Il film ci porta nel Cile del 1948. Qui il governo di Gabriel Gonzalez Videla, eletto grazie alla sinistra, sceglie di abbracciare la politica statunitense e condannare il comunismo alla clandestinità. Pablo Neruda (Luis Gnecco), poeta, senatore e massima personalità artistica del Paese diventa il ricercato numero uno. E, alla fine, sceglie l'esilio anziché il carcere, ma deve fare i conti con l'ostinato e ottuso Oscar Peluchonneau (Gael Garcia Bernal), l'ispettore di polizia che Videla sguinzaglia contro di lui.
 

Chi è il Neruda di Larrain? Un corpulento uomo che ama la vita, compreso cibo e bordelli, comunista per convinzione, invidiato dai colleghi, una sorta di mito vivente con il quale tutto il Cile, quello comunista e quello anti-comunista si confrontava. Insomma un privilegiato che insegue il suo sogno di cambiare il mondo non senza vanità personale e tic. Ma anche un comunista-borghese, abituato bene, nella sua casa piena di cose belle e con una seconda moglie, Delia Del Carril (Mercedes Moran) artista come lui, forse più di lui.
 

In questo film, scritto magistralmente da Guillermo Caldern, è un po' tutto un teatrino. Una biografia poetica, come se fosse scritta dallo stesso Neruda, dove ogni personaggio è macchietta. Su tutti il commissario Oscar Peluchonneau, chiuso nella sua stupidità, ''un coprotagonista'' (come si definisce lui stesso) di una storia più grande di lui.  Come è cambiato la politica cilena?  ''Trenta anni prima di Allende c'era un mondo modernista, un'altra logica. Era un Paese che soffriva per la repressione, ma anche un Paese capace di sognare'' spiega Larrain che, tra l'altro, ha appena dedicato un biopic a Jacqueline Kennedy, Jackie - passato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia e vincitore del premio per la sceneggiatura (Noah Oppenheim).  

In quanto a Neruda dice: ''Era un uomo amante della cucina, un bravo cuoco, appassionato di vino, donne, un diplomatico e anche un cultore del genere poliziesco. Poi era ovviamente anche un senatore del partito comunista. E, infine, un personaggio che ancora oggi in Cile, sta nell'aria, nella terra e una persona che io mi porto addosso nel sangue, nei capelli...''.
 

In questo film su ''Neruda con lo spirito di Borges'' tra le tante frasi cult, quella che dice il commissario Oscar Peluchonneau consapevole della sua inadeguatezza: ‘‘sto andando a caccia di un aquila, ma non so volare''