A Bob Dylan, il Nobel per la letteratura

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Foto: Getty Images

Nel giorno della scomparsa di Dario Fo, già premiato con il Nobel per la Letteratura nel 1997,il Comitato dei Nobel a Stoccolma ha annunciato che Bob Dylan, alias Robert Allen Zimmerman ha vinto il Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: “Ha creato una nuova espressione poetica”. Sky Arte celebra il menestrello d'America venerdì 14 ottobre a partire dalle ore 21.15 con No Direction Home mentre su venerdì 14 ottobre alle 18.40 su Sky Cinema Cult andrà in onda il film Io non sono qui, la biografia visionaria di Bob Dylan firmata da Todd Haynes

di Fabrizio Basso e Massimo Vallorani

Bob Dylan vince il Nobel per la Letteratura. Una "non sorpresa" vista la statura del personaggio e il non essere il più enigmatico tra i geni della musica popolare. La sua storia insegna che è un gigante della scrittura contemporanea. Eppure nessuno come lui si è accanito contro il suo mito, divertendosi a spiazzare pubblico e critica con scelte sorprendenti che vanno dalla svolta elettrica degli anni '60 alla conversione al credo dei Cristiani rinati. Per non parlare del rapporto che ha con il suo repertorio, che rende spesso indecifrabile al pubblico dei suoi concerti al punto di indispettire, per queste sue esecuzioni eretiche, anche i fan più talebani.

Bob Dylan, il menestrello d'America, sapeva il valore della sua opera, sapeva che tutto quel che lui faceva era nel vento ma forse non sarebbe arrivato a immaginare, sotto le larghe tese del suo cappello da cowboy, di avere "creato una nuova poetica espressiva all’interno della grande tradizione canora americana", come hanno detto a Stoccolma.


Nato a Duluth il 24 maggio 1941 è un gigante della cultura degli ultimi 50 anni. Bruce Springsteen ha detto che Dylan "ha liberato le nostre menti nello stesso modo in cui Elvis ha liberato il nostro corpo. Ha dimostrato la natura essenzialmente fisica di questa musica non esclude l'uso dell'intelletto". Con Dylan la grande letteratura americana è entrata nella canzone. Prima di lui, forse, una opera così devastante dal punto di vista intellettuale può essere attribuita a Woody Guthrie e prima ancora a Pete Seeger.  Nel 1964 Robert Allen Zimmerman, questo il suo vero nome, cantava The Times They Are A Changin': oggi, 52 anni dopo, nel giorno in cui se ne è andato Dario Fo, altro Premio Nobel apocrifo, possiamo finalmente dire che i tempi sono davvero cambiati.