World Cinema, il meglio dal mondo è su Cult

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Il giardino di limoni

Dal 5 novembre, ogni sabato del mese su Sky Cinema Cult appuntamento in prima serata con la rassegna World Cinema, che porta su piccolo schermo i migliori film stranieri presentati e premiati nei più importanti festival di tutto il mondo: si parte con il premio Oscar In un mondo migliore.

Dal 5 novembre, ogni sabato del mese il meglio del cinema straniero è su Sky Cinema Cult con World Cinema. La rassegna in onda in prima serata si propone di dare spazio ai migliori film esteri premiati nei più importanti festival di tutto il mondo. 

 

Il primo appuntamento, sabato 5 alle 21, è con In un mondo migliore, film della regista danese Susanne Bier premiato nel 2011 agli Oscar e ai Golden Globe come Miglior film straniero. Al centro della narrazione due adolescenti: da un lato Christian, in lutto per la morte della madre; dall’altro Elias, segnato dai difficili rapporti con i genitori e vittima di bullismo. I due stringono subito amicizia, ma hanno idee diverse sul modo di affrontare la violenza che li circonda.

 

Sabato 12 novembre World Cinema porta su schermo il conflitto israelo-palestinese con Il giardino di limoni, opera di Eran Riklis premiata in numerosi festival, tra cui Berlino e gli Asia Pacific Screen Awards. Protagonista è Salma, una vedova palestinese che coltiva limoni nel suo giardino. Un nuovo vicino di casa a dir poco particolare, ovvero il Ministro della Difesa israeliano, vorrebbe però far abbattere gli alberi, che potrebbero offrire rifugio a pericolosi attentatori.

 

Sabato 19 novembre prima visione tv d’eccezione con Mustang, di Deniz Gamze Erguven, che segue le vicende di cinque sorelle adolescenti che vivono in un piccolo villaggio della Turchia. In seguito a uno “scandaloso” episodio, vengono progressivamente segregate in casa, mentre si combinano i loro matrimoni. Ma le ragazze sono animate da un comune desiderio di libertà che le porterà a reagire alla situazione.

 

Chiude la rassegna Il figlio dell’altra di Lorraine Lévy, che torna a raccontare (con grande acume) la questione mediorientale: al centro della vicenda ci sono due ragazzi - uno israeliano e uno palestinese – che per uno scambio alla nascita crescono nella famiglia “sbagliata”. Scoperto anni dopo il malinteso, i genitori dei due cercano di appianare le divergenze per il bene dei ragazzi.