Alberto Rossi e la sua statua di Rocky Balboa: l'intervista

Alberto Rossi ha creato a Lucca, nell'ambito del Lucca Comics&Games, una statua di Rocky. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua impresa e il suo mondo. Inoltre da venerdì 11 a domenica 20 novembre, Sky Cinema Hits (canale 304) si trasforma in Sky Cinema Rocky

Si chiama Alberto Rossi e di mestiere fa lo scenografo lo scultore. E' sua l'opera più sorprendente che potremmo vedere a Lucca, in occasione del Lucca Comics&Games (dal 28 ottobre a 1° novembre). Si tratta della statua di Rocky, riproduzione fedele della famossisima statua. All'opera di Rossi, che misura più di 3,50 metri di altezza e pesa sui 100 chilogrammi, hanno collaborato anche Kaos Lab srl, Andrea Lucattelli (direttore creativo), Lorenzo Fasolo (direttore esecutivo), Francesca Zammitti (line producer), Matteo Podda (grafico) e altri 8 colleghi che hanno fisicamente gestito la statua. Nell'attesa di vedere tutta la saga di Rocky sul canale Sky Cinema Rocky (canale 304) abbiamo intervistato Alberto Rossi. Ecco cosa ci ha raccontato.

Parliamo subito della statua dedicata al personaggio di Rocky Balboa. Con quale materiale è stata realizzata?
La realizzazione della statua ha comportato l’utilizzo di un materiale ben noto a chi come me si occupa di scenografia e più precisamente di scultura scenografica. Il polistirene espanso è adatto alla lavorazione e permette la riproduzione scenica di praticamente qualsiasi elemento statuario (classica scultura di statue di tutte le dimensioni, dalla moderata misura al colosso di grande impatto) e di ambientazione (muri, rovine, piante...) dopo la lavorazione eseguita seguendo i classici canoni scultorei con utilizzo della più variegata attrezzatura (dalle motoseghe alle lame dentate e non, alle spazzole ferrose, attrezzi a caldo...) la realizzazione è stata poi trattata con speciale resina bicomponente ad essiccazione istantanea. La colorazione ha comportato il dover ricreare la tinta bronzea con polveri ferrose che ad essiccazione avvenuta, ha subito velature e lavature perricreare l’invecchiamento tipico delle statue di bronzo.

Quanto tempo c’è voluto per costruire la riproduzione dell’Eterea? Si tratta di un progetto piuttosto complicato e imponente, ci spiega come l’ha realizzato?
Ci sono voluti circa una decina di giorni lavorando piuttosto intensamente. Nel basamento e nelle gambe sono presenti supporti in metallo, atti a rinforzare la struttura generale. Il tutto è smontabile in due elementi: la base cementizio granitica e la statua vera e propria riproducente il personaggio con annessa piccola base bronzea.

C’è un personaggio, reale o immaginario a cui dedicherebbe una statua?
Personalmente sono innamorato della figura di Gesù Cristo. In tutta onestà non sarei mai stanco di creare opere a lui dedicate, cosa che più volte ho comunque fatto. C’è senz’altro una mia personale fede in ciò che affermo ma indubbiamente devo dire che mi affascina il lato umano di questa incredibile figura: il maestro, il capo nel vero senso della parola, l’uomo dalla forza straordinaria che muove folle con il suo messaggio.

Nella sua lunga carriera di scenografico c’ è un’opera della quale è davvero orgoglioso e perché?
Recentemente ho realizzato delle statue riproducenti degli animali antartici per il museo dell’Antartide di Genova, il MNA, e devo affermare che ciò mi ha dato parecchia soddisfazione. Poter progettare un museale completo è senza dubbio qualcosa che ti investe di grande responsabilità, e sentire poi l’esperto capo biologo dare il proprio consenso con un sorriso soddisfatto è la migliore ricompensa che si possa avere. Un altro lavoro che recentemente ho realizzato e mi ha regalato grande emozione è una riproduzione fedele del noto dinosauro T-rex in dimensione reale. Il fascino dato dall’imponenza dalle mescolatore incredibile, le texture della pelle e le pieghe date dalla posizione plastica. Per chi realizza è davvero una emozione forte, una fatica assai intensa che stempera poi nella gioia del risultato finale.

Se avesse potuto come avrebbe realizzato una statua al rivale di Rocky, Ivan Drago?
Avrei dedicato ad Ivan Drago la medesima attenzione, poiché penso che quest’ultimo rappresenti una categoria di “rivali” che tendenzialmente diventa sempre più rara! Cosa voglio dire? Un rivale che combatte fino all’ultimo, magari non sempre in modo corretto e proporzionale a chi ha di fronte, e sostenuto dai poteri che lo incitano e lo invitano non sempre alla correttezza sportiva ed umana, arriva comunque a uno scontro finale perdendo clamorosamente e ha però la forza di ammettere la propria sconfitta e non solo, appoggia il memorabile discorso di Rocky svelando al mondo un lato nascosto che oserei definire nobile.

Secondo lei Rocky incarna ancora il sogno americano?
Osservando tutto ciò che nel panorama mondiale è successo nel frattempo è sempre più difficile stabilire cosa sia realmente stato il sogno americano, e ancora più difficile stabilirlo oggi. Direi invece che Rocky è indubbiamente un personaggio dal carisma incredibile che ha saputo allora e sa tutt’oggi affascinare con la sua semplicità, la caparbietà e la determinazione incredibile che insegue. Sìè  un sogno, ma un sogno condivisibile da tutto il mondo…oserei quindi definirlo il sogno del mondo intero. L’Italia ha una grande tradizione nel campo della scenografia, soprattutto quella legata al cinema. Penso ai grandi che hanno lavorato a Cinecittà.

C’è un’artista o un maestro da cui è stato ispirato?
I grandi maestri della scenografia sanno letteralmente affascinare e con il loro lavoro rendono possibile il realizzo di un sogno a chiunque abbia la voglia e sensibilità di volerlo vivere. Grandi maestri del calibro di Dante Ferretti hanno reso con il loro modo così spettacolare e ricco di concepire la scenografia, l’arte cinematografica sempre più un meraviglioso scrigno che attende solo di essere aperto per poter far vivere quel sogno. Dei nomi invece esterofili che amo citare sono quelli del maestro Peter Lamont e del maestro Thom Sanders, collaboratori e scenografi di registi del calibro di Cameroon e Spielberg, a mio modesto parere fantastici a dire poco!!! Di professionisti ed artisti validi c’è costantemente bisogno per far vivere la magia dello spettacolo in genere, e tutte queste persone io ringrazio di vero cuore!