Woody Allen: 81 anni festeggiati su Sky Cinema Cult

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Il prolifico regista Woody Allen, giovedì 1 dicembre festeggia 81 anni. Sky Cinema Cult, lo omaggia con un ciclo di film in onda ogni venerdì del mese in prima e seconda serata

di Massimo Vallorani

Un anno fa, allo scoccare dei suoi 80 anni, il mondo intero si era virtualmente alzato in piedi e aveva applaudito Woody Allen: da quelli che si erano divertiti in Provaci ancora Sam,  o quelli che lo avevano amato alla follia per il suo Manhattan e Io e Annie. Naturalmente, quella standing ovation per uno dei registi e autori più importanti di sempre, continua anche oggi che Woody ne compie 81 di anni.

Sky Cinema Cult lo omaggia con un ciclo di film in onda ogni venerdì del mese in prima e seconda serata. Venerdì 2 dicembre si parte con il capolavoro del regista, Zelig, la biografia di un personaggio immaginario soprannominato 'uomo camaleonte' che assume molteplici aspetti, riuscendo a trasformare la propria personalità e le proprie sembianze a seconda di chi lo circonda e a seguire con Amore e Guerra, una parodia dei film in costume ricca di gag e indimenticabili battute. Venerdì 9 dicembre sono di scena Una commedia sexy in una notte di mezza estate, ispirata alla commedia di William Shakespear e l'amara commedia sul tema della colpa con Mia Farrow protagonista, Crimini e misfatti. Venerdì 16 dicembre l’appuntamento continua con Sogni e delitti, cupo noir con Colin Farrell e Ewan McGregor e con Ombre e nebbia, mentre venerdì 23 dicembre con la commedia ricca di umorismo Hannah e le sue sorelle, seguita da Una commedia sexy in una notte di mezza estate. Venerdì 30 dicembre è la volta di Radio Days, ritratto malinconico dell’America radiofonica degli anni ’30, mentre, venerdì 6 gennaio, chiudono il ciclo l’indimenticabile Io & Annie, film vincitore di quattro Oscar e un Golden Globe con un’irresistibile e stravagante Diane Keaton e la commedia grottesca on the road di Alfonso Arau Ho solo fatto a pezzi mia moglie, con Woody Allen protagonista.

Una rassegna di film vasta che ci porta dentro il mondo “irreale” del grande Woody, regista che, ricordiamo, è stato capace di vincere quattro Oscar (in tre casi per la miglior sceneggiatura e nel '78 anche per la regia con il suo capolavoro "Io e Annie"). Non molti per chi, come lui, ha sfornato quasi un film all’anno da quando nel 1969 con Prendi i soldi e scappa ha debuttato dietro la macchina da presa. Quarantasei film che hanno affrontato temi come religione, politica, destino, senso di colpa, quasi sempre con un originalità senza confronti nel mondo del cinema contemporaneo. Negli anni, alle commedie ha alternato noir, gialli, film sentimentali. Da Manhattan a Tutti dicono I Love You, da Match Point a Basta che funzioni, da Hannah e le sue sorelle a Midnight in Paris, da Blue Jasmine a Pallottole su Broadway
Una vita per il cinema, usato. nel suo caso, come personale terapia, contro la depressione ma
mai nascondendo l’amore infinito e sconsiderato per la settima arte sbocciata, a tre anni, quando la mamma lo portò a vedere Biancaneve di Walt Disney.

Più di 70 anni in cui Allen ha cercato di giocare la sua personale partita contro il trascorrere del tempo, camuffando tutte le sue paure e sublimandole nei suoi tanti film. Dapprima cercando di fare la geniale parodia del ragazzo timido e un po’ ribelle che era; poi curandolo con intense terapie d'analisi sul lettino dello psicanalista; poi allontanando la solitudine facendosi accompagnare da donne bellissime come Diane Keaton o Mia Farrow. Infine sfuggendo alla New York che cambiava, diventando un regista girovago, capace di girare i suoi film nelle principali capitali europee e cercando il calore del pubblico europeo che lo amava al contrario di quello americano che appariva stanco della sua genialità e ironia.

Ora alla soglia degli 81 che, immaginiamo non essere tanto graditi ai nostro caro Woody, non resta che ringraziarlo per quello che ci ha regalato. Per averci fatto ridere, piangere, riflettere, commuovere, volare alto come mai nessun altro regista. Aspettando un altro suo squillo, un altro suo tocco di colore nel bianco e nero delle nostre esistenze.