Madoff, recensione: viaggio nella pancia dello squalo

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Madoff

Venerdì 9 dicembre il protagonista Richard Dreyfus presenta al Roma Fiction Fest Madoff, miniserie in due parti sul celebre finanziere e truffatore americano Bernie Madoff, che andrà in onda in prima tv in un’unica serata il 28 gennaio su Sky Cinema 1 HD. Ecco la recensione.

Più in alto voli, più violenta sarà la caduta. Questa, forse, è la morale che si può evincere dalla sbalorditiva parabola di Bernard Madoff, il celebre finanziere al centro di una delle più grandi truffe della storia, passato dall’essere a capo di un importantissimo fondo di investimento e presidente del NASDAQ, alla severissima condanna a 150 anni di prigione.

 

La sua storia è raccontata in maniera esemplare in Madoff, miniserie in due parti prodotta da ABC, che andrà in onda in un’unica serata sabato 28 gennaio su Sky Cinema 1 HD. La serie sarà inoltre presentata venerdì 9 dicembre al Roma Fiction Fest, alla presenza dell’attore protagonista Richard Dreyfuss, che è anche Presidente della Giuria del festival.

 

Creata e diretta da Ben Robbins, Madoff fa molto di più che "studiare" questo caso finanziario da manuale, un classico Schema Ponzi su scala colossale, in cui vengono proposti favolosi interessi agli investitori, che però devono garantire l’ingresso di altri investitori ancora, i cui soldi vanno a mascherare l’assenza di reali attività produttive o finanziarie volte a fruttare un guadagno.

 

Madoff ci porta direttamente “nella pancia” dello squalo, senza limitarsi a raccontare le gesta del finanziere truffaldino, ma mostrandolo in tutta la sua umanità, in tutta la sua apparente normalità. Il Bernie Madoff costruito da Richard Dreyfuss è, in famiglia e con gli amici, un uomo pacioso, un padre affettuoso, un fratello generoso. Dalla stazza ai modi di fare, non c’è nulla di minaccioso in questo omone sorridente.

 

Eppure lo squalo è lì, nascosto in una ruga del volto che tradisce l’istinto predatorio, in uno sguardo, in uno scatto improvviso e feroce. Il mostro è in agguato e non prova remore nello sfoderare il sorriso rassicurante alle sue prede, nemmeno alle più indifese, nemmeno a quelli che si credono suoi amici.

 

L’inganno è possibile solo grazie a un interprete navigato come Dreyfuss, che sa calibrare al millimetro le sue intenzioni recitative, senza mai strafare, senza mai mettersi prima del personaggio. Non per niente è sulle sue spalle che si regge il grosso della miniserie, con il resto del cast, capace e azzeccato, che non deve fare altro se non “seguire il capo”.

 

Madoff, come detto, mostra il Bernard Madoff quotidiano, indugiando molto sui rapporti familiari. Perché Bernie è un family man, uno che ci tiene ai suoi cari. E perché la sua società è sempre stata un affare di famiglia, in cui sono coinvolti il fratello, i figli, a suo modo persino la moglie: tutti hanno una parte nella colossale bugia messa in piedi dal capofamiglia, tutti avranno un ruolo quando la miccia diventerà troppo corta e la bomba sarà sul punto di esplodere.

 

Madoff, da non perdere quando andrà in onda in prima tv su Sky Cinema, è una storia "utile da vedere". Perché non racconta solo uno dei più rilevanti casi di cronaca degli ultimi anni, che ha avuto conseguenze economiche ingenti, ma racconta anche la società contemporanea. Perché mostra come siamo tutt'oggi propensi a credere alla favola del guadagno facile e rapido, senza nemmeno porci la più basilare delle domande: ma come è possibile?