E' Morto John Hurt, l'attore di The Elephant Man, Alien e Harry Potter

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John Hurt (Foto Kikapress)

E' morto a 77 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro l'attore britannico John Hurt.
Nominato all'Oscar come migliore attore protagonista per la sua interpretazione nel 1980 del 'The Elephant Man' di David Lynch, Hurt ha ricoperto ruoli tra gli altri in 'Fuga di mezzanotte' del 1978 (nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista), in 'Alien', in 'Harry Potter' (come il costruttore di bacchette magiche Garrick Olivander), in 'V per Vendetta' (il cancelliere Adam Sutler) e in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.


di Paolo Nizza


John Hurt è stato l'attore che più volte è morto sul grande schermo. Oltre Quaranta. Ma purtroppo questa volta non è stato per finta. Non c'è stato un altro ciak. John Hurt se ne andato per davvero. All'età di 77 anni, dopo aver combattuto una lunga battaglia contro il cancro.

La sua ultima interpretazione è stata in Jackie, film biografico del 2016 diretto da Pablo Larraín, incentrato sulla vita di Jacqueline Kennedy, in cui Hurt vestiva in panni di un prete.


Ma tutta la carriera di questo grande attore inglese, celebre anche per le sue performance attoriali nel teatro shakespeariano, si  è giocata sovente fra demonio e santità, tra bene e male, tra eroi e villain.


Una star capace di straziarci il cuore e l'anima dietro la maschera di John Merrick, The Elephant Man, nel capolavoro di David Lynch, e di farsi odiare da tutti nei panni del crudele e razzista cancelliere di V per Vendetta.


Insomma John Hurt era un autentico Proteo dello schermo, in grado di passare con disinvoltura da Max, il detenuto eroinomane di Fuga di Mezzanotte allo sventurato Kane a cui lo Xenomorfo squarcia le viscere in Alien, dallo scrittore Gay di Amore e morte a Long Island al Garrick Olivander della saga di Harry Potter, da Hellboy a Melancholia.

Notevole anche la sua partecipazione alla serie tv di fantascienza Doctor Who.

 

E pensare che i supi genitori non volevano facesse l'attore, ma sognavano per John un futuro da insegnante d'arte. Per fortuna non diede loro completamente retta e dopo aver vinto una borsa di studio per un diploma da insegnante si iscrisse a vent'anni alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra.

Hurt scherzava spesso sui suoi inizi burrascosi ("Da giovane ero completamente pazzo, la sregolatezza era la mia essenza.”)

Ma con la maturità divenne schivo e saggio. Un attore che non inseguiva il successo e la notorietà a ogni costo, consapevole, per usare le sue parole che "“Il cinema non è letteratura. L'immagine sullo schermo fornisce tutte le informazioni.” 


Hurt adorava fare finta di essere qualcun altro perché questa, diceva, è "L'essenza della recitazione."
Ci mancheranno il suo viso scarno, la sua aria dinoccolata da professore colto e svampito, la sua voce dai toni gravi e profondi, e la sua ironia (indimenticabile il cameo in Balle Spaziali quando rifà la celebre scena di Alien).


Insomma, sia nei panni della vittima come in Orwell 1984, sia in quelli del carnefice come in Hercules il Guerriero, Sir John Hurt ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema attrraverso una carriera fatta di piccoli grandi ruoli e di film che spesso valeva la pena di vedere soprattutto per la sua presenza.