Quentin Tarantino: quando il Ciak è Pulp!

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Un esempio di trunk shot, l’inquadratura dall’interno del bagagliaio di un’automobile tanto cara a Tarantino. Qui la usa ne Le iene

Come tutte le menti geniali, anche Tarantino va a braccetto con tante, tantissime fissazioni. Stilistiche in primis, basti pensare alle sue inquadrature ricorrenti come quella dall’interno del bagagliaio di una macchina, ma anche contenutistiche e citazionistiche. Addirittura le sue manie sono diventate tormentoni dei suoi film, in testa a tutte quella che riguarda il suo feticismo dei piedi che lo porta a inquadrarli immancabilmente nel corso di ogni pellicola. Per goderci appieno l’appuntamento con Quentin Tarantino su Sky Cinema con una programmazione sul canale 304 che fino al 12 febbraio sarà interamente dedicato ai principali film del regista, attore e sceneggiatore, ecco le cifre stilistiche diventate vere e proprie iniziali che certificano la presenza della sua mano, una delle più fatate del cinema odierno

di Camilla Sernagiotto

 

Ogni regista sviluppa un proprio stile particolare ma soltanto alcuni sanno diventare altamente riconoscibili anche solo a una prima occhiata e a una manciata di frame.

Se è vero che uno dei più grandi onori concessi a un comune mortale è quello di trasformarlo in aggettivo, Quentin Tarantino può dirsi soddisfatto.

Come Fellini si vide omaggiare con l’introduzione nel vocabolario cinematografico del lemma felliniano, così lo stile di Tarantino viene citato a destra e a manca sotto l’etichetta di tarantiniano.

E forse, nel panorama dei registi di oggi, proprio la sua mano è tra le meglio riconoscibili, probabilmente per via delle tantissime fissazioni-ossessioni diventati veri e propri tormentoni.

La sua filmografia, infatti, è costellata di motivi ricorrenti, citazioni a registi d’antan e inquadrature diventate così tipiche del suo modo di girare da essere oramai classificate come “inquadrature à la Tarantino”.

Per goderci ancora di più l’attesissimo appuntamento in salsa Pulp che vede Quentin Tarantino protagonista assoluto di Sky Cinema con una programmazione sul canale 304 che dal 4 al 12 febbraio sarà interamente dedicato ai suoi film, passiamo al vaglio tutti i tratti peculiari che caratterizzano l’obiettivo di un genio.

E se il suo obiettivo era quello di segnare indelebilmente la maniera di fare cinema, bisogna essere obiettivi: Tarantino è riuscito a creare una vera scuola espressiva grazie al suo tocco originale.

Ecco come.

 

La “trunk shot”

Si tratta dell’inquadratura dall'interno del bagagliaio di un’automobile ed è una specie di firma di Tarantino, che la usa a piene mani in tanti suoi film. La troviamo ne Le iene (quando Mr. Blonde mostra agli altri il poliziotto in ostaggio), in Pulp Fiction (quando Vince e Jules prendono le pistole nel bagagliaio), in Dal tramonto all'alba (quando i fratelli Gecko prelevano Gloria dal bagagliaio), in Jackie Brown (quando Ordell convince Beaumont a entrare nel bagagliaio), in Kill Bill Vol. 1 (Sofie Fatale è nel bagagliaio di Beatrix), in Death Proof (Kim e Zoe vengono inquadrate dall'interno del cofano mentre guardano il motore della macchina).

Il primo esempio di “trunk shot” risale al 1948, usata da Anthony Mann in un suo film.

 

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Corpse View

È una particolare inquadratura che riprende la scena dalla prospettiva del corpo a terra.
Compare in quasi tutti i suoi film, ossia Pulp Fiction, Dal tramonto all'alba, Jackie Brown, Kill Bill vol. 1 e vol. 2, Death Proof e Inglourious Basterds.

Mexican standoff

Mexican standoff, altrimenti detto Mexican standout, si riferisce a una scena in cui due o più persone si puntano reciprocamente un’arma, tenendosi sotto tiro in maniera equilibrata.

È una situazione tipicamente usata negli spaghetti western, nei film nipponici sulla yakuza e in vari B-movies, tre sottogeneri per cui Tarantino va letteralmente pazzo. Lui di solito usa la Mexican standoff che coinvolge tre personaggi armati, offrendo un omaggio citazionistico al suo amato Sergio Leone, in particolare strizzando l’occhio al finale de Il buono, il brutto, il cattivo.
Questo leitmotiv cinematografico viene utilizzato in Pulp Fiction, Le iene, True Romance e Inglourious Basterds.

 

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I piedi

Più che di tecnica cinematografica qui si parla di feticismo nudo e crudo. È ben nota, infatti, la morbosa fissazione di Tarantino per i piedi femminili, un’ossessione che il regista proietta in ogni sua pellicola. Da Pulp Fiction (degna di nota è la sensuale scena in cui Mia Wallace cammina scalza sulla moquette di casa) a Death Proof (qui fioccano piedi sul cruscotto o fuori dal finestrino, ostentati con fierezza dalle belle protagoniste), il piede è sempre nei pensieri di Quentin.

A essere vere prime donne sono poi i piedi di Santanico Pandemonium, la ballerina del Titty Twister interpretata da una sexy Salma Hayek nella scena più conturbante del film Dal tramonto all'alba, quella in cui l’attrice intrattiene i clienti con un balletto piccante a conclusione del quale invita Richard-Tarantino a bere dal suo alluce mentre si rovescia una bottiglia di whisky sulla gamba:

 

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Meno sensuale per il grande pubblico rispetto a Santanico Pandemonium ma ugualmente erotica per Tarantino è la scena di Kill Bill Vol. 1 in cui Beatrix prova a muovere i piedi atrofizzati, sdraiata all'interno della Pussy Wagon:

 

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Le scene nei bagni

Altro fil rouge della filmografia tarantiniana è quello che si dipana nei tanti bagni contemplati tra le location delle sue pellicola. In ogni film c’è l’immancabile scena ambientata alla toilette. Qualche esempio? Ne Le iene la storia inventata da Mr. Orange si svolge in un bagno pubblico, in Pulp Fiction Mia tira di coca nel bagno del locale Jack Rabbit Slim's, Vincent fa un lungo monologo nel bagno dei Wallace prima di trovare Mia in overdose, Vincent sta leggendo un libro nel bagno del ristorante mentre è in corso la rapina, infine in Jackie Brown la protagonosta nasconde i soldi nella borsa chiudendosi nel piccolo bagno dell’aereo. Potremmo stare qui fino a notte fonda a elencare le scene che Tarantino a girato davanti a un water.

 

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Le Red Apple e gli altri fake brand

I film di Tarantino pullulano di finte marche inventate dallo stesso regista e usate ampiamente in tutte le sue pellicole, nelle quali ricorrono sempre gli stessi prodotti.

Tutto incominciò quando scoprì che non poteva mostrare in camera un pacchetto di una nota marca di sigarette così decise di inventarsi un proprio brand di tabacco da fare usare ai suoi personaggi: nacquero le Red Apple, il cui pacchetto con il bruco che esce dalla mela fa capolino in quasi ogni titolo firmato Tarantino.

Anche il Big Kahuna Burger, la finta catena hawaiana di fast food, ritorna in quasi ogni suo film. Celeberrima è la scena in cui Jules assaggia un cheeseburger di questa catena prima di leggere il sermone al tizio che deve freddare:

 

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