Land of Mine, il film candidato all’Oscar 2017 su Sky Cinema

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Tre immagini tratte dal film "Land of mine – Sotto la sabbia"

Arriva, in prima tv, su Sky Cinema Uno, venerdì 24 febbraio alle 21.20 il film del regista danese Martin Zandvliet, Land of mine – Sotto la sabbia, pellicola candidata all’Oscar 2017 come miglior film straniero

Pochi film descrivono il periodo successivo al conflitto e all’occupazione della seconda guerra mondiale. Ci riesce,  in maniera perfetta la pellicola del regista danese Land of Mine – Sotto la sabbia, in onda, in prima tv, giovedì 24 febbraio alle 21.20.

Candidato all’Oscar 2017 come miglior film straniero, il film racconta la storia più buia e fin ora nascosta della Danimarca. Nei giorni successivi alla resa della Germania nazista nel maggio del 1945, i prigionieri di guerra tedeschi detenuti in Danimarca furono messi al lavoro dalle Forze Alleate. Con la minima o nessuna esperienza nel settore, furono inviati a disinnescare più di due milioni delle loro mine dalla costa occidentale danese. Durante l’operazione, più della metà di loro rimasero uccisi o gravemente feriti. Zandvliet fa luce su questa tragedia storica, raccontando una storia che coinvolge l'amore, l'odio, la vendetta e la riconciliazione. Questi giovani prigionieri di guerra tedeschi sono confusi, hanno la paura e la sconfitta nei loro occhi. Sprezzante dei tedeschi, per la loro occupazione di cinque anni del suo paese, e con l'intento di punire ciò che resta del regime nazista, il Sergente Rasmussen (Roland Møller) fa marciare la sua squadra sulle dune ogni giorno per disinnescare per le mine. Questo compito, apparentemente senza fine, diventa rapidamente una carneficina; e anche in Rasmussen cresce un conflitto di sentimenti nei confronti dei suoi giovani detenuti. Land of Mine parla delle conseguenze della guerra ma ancora di più, di umanità. Zandvliet riesce a far uso di materiale altrettanto convincente per la sua storia di cameratismo, di sopravvivenza e di amicizie inaspettate. Mette in discussione l'esistenza di un male intrinseco che potrebbe esistere in tutti noi. Ma è mai possibile provare simpatia per coloro che hanno rappresentato il terrore nazista?

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