Come ti riporto sul set gli attori scomparsi

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L’ultimo è stato Peter Cushing, l’attore scomparso nel 1994 che abbiamo appena ritrovato nel cast di Rogue One: A Star Wars Story. Ecco come funziona la tecnologia che riporta in vita le star del passato

 

Effetti speciali sorprendenti, trama avvincente e un protagonista che viene dall’Aldilà: fra le particolarità della pellicola Rogue One: A Star Wars Story c’è quella di proporre nel cast l’attore Peter Cushing, scomparso nel 1994. Nessuna magia, piuttosto una sofisticata tecnologia di generazione delle immagini.



A girare le scene ci ha pensato l’attore Guy Henry, poi il team di ingegneri candidati al Premio Oscar per la pellicola diretta da Gareth Edwards ha sostituito il suo volto con quello del Governatore Tarkin delle origini ormai passato a miglior vita. Ma come è stato possibile riprodurre il suo volto nei minimi dettagli? Qui è entrato in gioco Paul Debevec e la sua Light Stage: un macchinario che con l’ausilio di oltre 10.000 LED fotografa il soggetto con circa 20 macchine fotografiche reflex digitali di alta qualità, producendo una serie di foto ad alta risoluzione da diverse angolazioni necessarie per ricostruire un modello 3D del volto, per poi inserirlo digitalmente nel girato. Proprio come era stato fatto per Paul Walker in Fast and Furious 7: si tratta della computer-generated imagery, un'applicazione nel campo della computer grafica per la resa degli effetti speciali digitali in film e videogiochi.



Con questo sistema, spiega Debevec, “otteniamo un susseguirsi di circa 50 diverse espressioni facciali. E vengono riprodotti anche tutti i movimenti della faccia. Siamo pure in grado di registrare il movimento del viso da tutte le diverse angolazioni possibili e quindi creare un’espressione digitale di quel personaggio”.

Un’idea sorprendente ed innovativa, perché con questo sistema è possibile “creare una versione virtuale di qualcuno che può camminare e parlare e fare cose che non ha mai realmente fatto. E questo è un potere che non è mai esistito nella storia degli esseri umani”. Tuttavia non mancano le implicazioni morali, perché se Light Stage offre incredibili potenzialità al mondo dell’intrattenimento, quali problemi potrebbe creare decidere di usarlo nella realtà? “Diciamo che ho deciso di creare un candidato presidenziale – ipotizza Debevec - per fargli fare qualcosa di atroce. Come si potrà gestire questo pericolo?”.