Addio a Tomas Milian, icona del cinema di genere, ma non solo

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Tomas Milian (ansa foto)

E' morto  a Miami, Tomas Milian nome d'arte di Tomas Quintin Rodriguez Milian. L'attore era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933. Viveva da molti anni negli Usa ma era noto soprattutto in Italia dove, nonostante avesse lavorato con autori come Lattuada, Visconti o Maselli, era famoso soprattutto per la sua partecipazione in western e nei film polizieschi dove impersonava l'ispettore Nico Giraldi e il poco onesto quanto romanissimo Sergio Marazzi, detto Er Monnezza.


Oggi Sky Cinema rende omaggio a Milian con la messa  su Sky Cinema Classics di Tepepa alle 18.50

 


di Paolo Nizza

"Attenzione Attenzione, messaggio speciale per il ladro Lando Rossi, detto grottaferata, dal maresciallo Giraldi. Prega che il portafoglio nun se perda, perché sennò finisci nella mxxxx"


E' solo una delle tante battute pronunciate da Toman Milian, diventate di culto. Dalla Squadra antiscippo a quella antitruffa, passanto per il delitto sull'autostrada, al ristorante cinese, al Blue Gay, l'attore è entrato a gamba tesa nell'immaginario popolare.


Eppure Tomas, non era solo il riccioluto poliziotto dalla lingua lunga e lo sganassone facile.  Il disordinato tutore dell'ordine dall'outif improbabile e coloratissimo sempre pronto a vessare il povero Bombolo.

Anzi la carriera cinematografica di Tomas inizia alla luce di un raffinato bianco e nero, tra i fotogrammi di alcuni capolavori del cinema italiano. 

 

 

Il debutto è con La Notte Brava di Mauro Bolognini. Nel film l'attore interpreta un perverso rampollo dell'alta borghesia pronto a coinvolgere alcuni ragazzi di vita nei suoi giochi proibiti. Sempre Bolognini dirige Milian nel Bell'Antonio dove veste i panni eleganti del miglior amico di Marcello Mastroianni. Per tacere dei Delfini, il folgorante esordio di Citto Maselli, dove Tomas è un perfido e crudele master di provincia. Insomma, un incipit in smoking e papillon.
Elegante, seducente, ma pure fragile e nevrotico, Milian è un conte fedigrafo per Visconti in Boccaccio '70 e un figlio scavezzacollo per Brusati in Il Disordine.


Ma si sa: non si vive di sola arte. E Milian abbraccia felice il cinema più popolare. Ma anche qui si tratta spesso di pellicole sperimentali e originalissime come il western "Se sei vivo spara". Sicché pure nei territori abusati dello spaghetti western, Milian si ritaglia un ruolo di assoluto valore con titoli del calibro di La resa dei Conti, Corri uomo corri, Tepepa. Quest'ultimo è un classico dello Spaghetti Western dedicato alla rivoluzione messicana. A capo di un gruppo di ribelli, il carismatico Tepepa lotta contro le ingiustizie del potere. Lo ostacola un crudele generale, interpretato da Orson Welles che ebbe più di una discussione sul set con Milian. Musiche di Ennio Morricone.

 



Certo il successo, quello vero, quello che sfama, arriva negli anni Settanta. Il poliziottesco, genere aborrito dalla critica ma amato dal pubblico, trasforma Tomas Milian in un'icona popolare.  Basti pensare alla sua interpretazione del sadico delinquente Giulio Sacchi in Milano odia: La polizia non può sparare.

 

Nel 1976 fa il suo debutto in società  Sergio Marazzi, detto Il Monnezza. Si comincia con Il trucido e lo Sbirro per poi proseguire con La banda del Trucido e La banda del Gobbo. Una trilogia diventata epica. Grazie anche alla voce indimenticabile di Ferruccio Amendola che doppia Milian, il ladruncolo, romanista e sboccato, sempre in tuta e adidas bianche si trasfigura in un beniamino assoluto del pubblico mentre pronuncia la famosa battuta "Pe' salva' 'na ragazzina, con un rene un po' malato, Er Monnezza se n'è annato! Cor Tufello e Primavalle, Tormaciara e Tiburtino, Garbatella e Trionfale, come so' ridotto male... Come so' ridotto male!"



 

 

 

 


 

 

 

 


Sempre nel 1976 fa il suo ingresso in campo Nico Giraldi. In queste parole è racchiuso tutto il senso del personaggio: "Permette che me presento? Maresciallo Giraldi dei Cenciaroli castigatore dei pipparoli".

 

Figlio del ladro "Er Gratta" e di una prostituta, Giraldi parte come maresciallo e finisce come ispettore in una carriera che si dipana in 11 pellicole. Alternando copricapi andini, fedora e panama, Nico non cambia mai il suo intercalare romanesco, i suoi modi spicci e un filo triviali (da antologia quando raccoglie il suo muco nasale per farcire i bigné) e la sua mania di maltrattare il malcapitato Venticello, interpretato dal mitico Bombolo.

 

Ecco un dialogo assai esemplificativo

 

Venticello: A marescià, e si io non rimanda, io che me pijo?
Giraldi: Te piji na pizza




 

 

Ma non di solo Giraldi vive l'uomo e soprattutto l'attore. Milian, infatti, riallaccia i contatti con il cinema d'autore e lavora con Bernardo Bertolucci in La Luna e con Michelangelo Antonioni in Identificazione di una Donna (1981). 


Tramontata per sempre l'epoca del cinema di genere italiano, Tomas torna negli Stati Uniti e viene diretto seppur in parti minori da grandissimi registi. Recita infatti in Havana di Sidney Pollack, JFK di Oliver Stone, Amistad di Steven Spielbeg e Traffic di Steven Soderberg.

Insomma sia sullo schermo sia nella vita privata, Tomas Miliam ha vissuto mille vite. E questo "cubano romano" ha fatto, nel bene e nel male, la storia del cinema del Nostro Paese. E soprattutto è un patrimonio italiano, anzi romano, come testimoniano queste sue parole:

"Vengo dall'Actors Studio: io non recito, non inganno il pub­blico. Mi identifico nei perso­naggi. Oggi come allora vivo come loro, sono loro. Per que­sto Tor Marancia è ancora il mio quartiere preferito, quello dove Quinto Gambi – che mi ha insegnato tutto per farmi di­ventare prima 'er monnezza', un ladro, e poi 'er pirata', un poliziotto – e la sua famiglia mi hanno accolto come un figlio. Lì ho imparato che i difetti dei romani possono diventare pre­gi, e viceversa, e questo vale anche per i delinquenti. Come in uno stornello.